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Gli italiani e il cibo, cresce la spesa alimentare (e il valore della marca)

Curioso, pragmatico, disposto a spendere di più dove riconosce valore e molto informato. Sono queste le caratteristiche principali del consumatore italiano fotografate da “Il futuro dell’alimentazione: tra stili di vita contemporanei e nuovi modelli di fruizione”, la nuova ricerca Censis per Nestlé Italiana presentata a Milano il 23 marzo scorso.

La spesa alimentare ha ripreso a crescere negli ultimi anni, raggiungendo il 14,3% sul totale dei consumi delle famiglie, una quota significativamente superiore alla media dei principali paesi europei (11,4%). Diversamente da quanto accade nel resto del mondo, a guidare la spesa non è il prezzo ma fattori qualitativi come trasparenza delle informazioni (94,4%), funzionalità (88,4%), salute (84,6%), eticità (83,5%). A questi si aggiunge l’italianità, valore per il quale il consumatore italiano è disposto a pagare qualcosa in più (85,5%), in linea con un fenomeno globale di domanda di italian food che dal 2010 al 2015 è cresciuto nel mondo del 36,5%.


Il 67,3% dei consumatori, inoltre, è disposto a pagare di più per i prodotti della marca di fiducia. “È interessante notare – commenta Massimiliano Valerii, direttore generale di Censis – come, più si ampliano offerta e canali, più la marca assuma un ruolo di guida e di garanzia: gli italiani, compresi i millennial, sono disposti a pagare di più per il prodotto di marca, soprattutto quando comprano alimenti salutistici (71,1%), cibi pronti o semipronti (69,6%), prodotti nei distributori automatici 
 (71,3%). E anche quando ordinano cibo cucinato a domicilio, dove quindi la ‘marca’ è il ristorante o la piattaforma di acquisto”.

 

 

 

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