Retail non food - Loyalty 128 aprile 2010

Le catene specializzate affinano le strategie

di Pino Di Leo 

Se si parla di fidelizzazione nella gdo il primo nome a cui si pensa è quello di Esselunga, mentre nella distribuzione non food il pensiero va subito a Coin, che con la sua Coincard sin dal 1986 ha cominciato a tessere strategie di relazione con il cliente, e poi a Media World, che ha proposto la sua prima collection a metà degli anni ’90.

Come si vede, la strada della fidelizzazione è stata imboccata già da qualche tempo anche nel non food, pur se il cammino è stato più lento rispetto a quello della gdo, considerato che il settore è caratterizzato da bassa frequenza e spesso basso monte spesa. Quello che è certo è che gli approcci delle catene specializzate non alimentari sono molto più diversificati rispetto a quanto succede nel grocery.

E l’arrivo del coalition program di Nectar potrebbe smuovere ulteriormente le acque.

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Lo scenario Loyalty 125 novembre 2009

La crisi favorisce il loyalty marketing

di Sivia Bellini*

Il crm è un’opportunità in tempi di recessione: i consumatori ci credono, i retailer ci investono, e dalle insegne italiane, in particolare, emerge la consapevolezza che il micromarketing è un investimento strategico di lungo periodo.

Lo scenario del loyalty marketing non è segnato soltanto da un contesto di maturità, come illustrato da Cristina Ziliani in questo numero di Loyalty, ma anche (e soprattutto) da un contesto di crisi. Se diamo uno sguardo a cosa è accaduto in questi ultimi due anni al mondo del retail grocery in Europa, ravvisiamo alcuni fenomeni di rilievo, comuni ai principali paesi europei.

 

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Lo scenario Loyalty 125 novembre 2009

Crescita ininterrotta per i loyalty program

di Cristina Ziliani*

Da quando sono comparsi nei supermercati europei nella metà degli anni ’90, i programmi fedeltà della gdo non hanno avuto battute di arresto; anzi, la base clienti e il numero di aziende che li propone è andato continuamente aumentando.

L’Osservatorio Carte Fedeltà dell’Università di Parma segue da dieci anni l’evoluzione del loyalty marketing in diversi settori, in Italia e all’estero, con particolare attenzione alle strategie della grande distribuzione organizzata.

 

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I dati loyalty Loyalty 125 novembre 2009

Più condivisione con l’industria?

di Cristina Ziliani*

Negli ultimi cinque anni l’interesse per la condivisione dei dati tra industria e distribuzione è cresciuto da entrambe le parti, ed è in costante aumento la disponibilità della gdo a vendere le informazioni loyalty.

Una delle motivazioni più spesso citate dai retailer che hanno adottato un programma fedeltà è la convinzione di poterne trarre un vantaggio competitivo, che non discende certo dalla mera diffusione di una carta presso la clientela – che la carta rendesse di per sé fedele il cliente è stata l’illusione degli albori, presto smentita – ma dal patrimonio di informazioni che l’uso della carta schiude.

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