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Pubblicità digitali, i nuovi standard perché siano a prova di ad blocking

Il 22 marzo scorso Coalition for Better Ads, consorzio internazionale per il monitoraggio della pubblicità digitale, ha presentato i risultati di una ricerca che ha analizzato le preferenze di circa 25.000 utenti di diversi mercati (Usa e alcuni paesi europei) relativamente alla fruizione dei contenuti pubblicitari su desktop o mobile.

Dai feedback ricevuti, è emerso che 6 formati per desktop (pop-up, auto-play video with sound, prestitial with countdown, large sticky ads) e 12 formati per mobile (pop-up, ad density higher than 30%, flashing animated ads, auto-play video with sound, prestitial, postitial with countdown, full screen scrollover e large sticky ads) sono percepiti come invasivi. È inoltre risultato che il ritardo nel caricamento dei contenuti adv, con conseguente rallentamento della navigazione, svolge un ruolo determinante per la consumer experience.

Obiettivo dello studio, fornire all’intero ecosistema dell’advertising digitale uno strumento utile per orientare le scelte dei prodotti pubblicitari e delle modalità di erogazione degli stessi, al fine di allontanare il rischio del ricorso agli strumenti di ad blocking.
Iab italia ha lavorato e sta lavorando a fianco di Iab Tech Lab e della Coalition stessa per la definizione di nuovi standard. “Il ruolo di associazioni come la nostra e la Coalition – dice Daniele Sesini, direttore generale di Iab Italia e coordinatore della task force italiana del New Ad Portfolio – deve essere proprio quello di aiutare il mercato a trovare delle regole ‘giuste’ che tutelino il consumatore ma che allo stesso tempo sostengano la crescita del mercato stesso”.

 

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