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RICERCA DUEPUNTO ZERO/FIND
Smartphone e tablet, personal shopper sul punto di vendita

Marco Loguercio fondatore fi Find

Marco Loguercio fondatore di Find

Un italiano su tre preferisce usare il proprio smartphone all’interno di un punto vendita piuttosto che chiedere informazioni al commesso e i motori di ricerca risultano essere gli strumenti più usati, soprattutto in mobilità, per trovare le indicazioni di cui si ha bisogno sui prodotti. E’ quanto emerso da una ricerca che Duepuntozero Research, società del gruppo Doxa, ha realizzato per l’agenzia di marketing digitale Find.
Dal sondaggio di 1.000 intervistati, un campione rappresentativo degli utenti italiani internet settimanali, stimati in 28,6 milioni in Italia, emerge anche che in molti casi gli acquirenti confidano più nei motori di ricerca che nel commesso presente in negozio.

Motori di ricerca protagonisti negli acquisti
La ricerca è stata sviluppata con lo scopo di studiare nel dettaglio l’impatto che l’utilizzo dei motori di ricerca e, in particolare delle informazioni che si possono trovare attraverso di essi, sta avendo nei processi di decisione e di acquisto degli italiani. Un impatto che non riguarda in realtà solo gli acquisti online, come molti ancora erroneamente credono. A dimostrarlo è proprio il fatto che il 23% degli intervistati decide di acquistare un prodotto nel punto vendita dopo aver effettuato una ricerca tramite smartphone. Ma cosa spinge le persone a cercare informazioni online piuttosto che chiedere ai commessi o personale del negozio? Il 66% di chi usa lo smartphone reputa che il commesso o l’addetto del negozio siano eccessivamente “di parte” nel consigliare mentre il 41% non li ritiene adeguatamente preparati. Esiste poi una parte di consumatori che, pur avendo chiesto al commesso, poi usa lo smartphone per verificare e integrare le informazioni ottenute al fine di poter avere accesso a ulteriori dettagli utili alla scelta.

Influenza dei pareri negativi
Almeno un terzo dei casi, l’utente ha cambiato idea su un prodotto che si stava apprestando ad acquistare a causa di commenti o recensioni negative trovati sul web, che lo hanno portato a sospendere l’acquisto in attesa magari di ulteriori opportunità di approfondimento. Il fatto che le informazioni che si trovano online attraverso i motori di ricerca orientino l’opinione delle persone su aziende, prodotti e servizi è vero anche in generale, e non solo in caso di utilizzo dello smartphone: l’80% degli internauti italiani si è lasciato dissuadere almeno una volta dall’acquisto di un prodotto o servizio a causa dei commenti o recensioni negative trovati in Rete. Soprattutto gli under 34 e gli utenti di dispositivi mobili sono quelli che si sono fatti influenzare in più occasioni. In generale, dall’analisi del rapporto degli internauti con il web, è emerso che i motori di ricerca siano percepiti come indispensabili supporti allo shopping soprattutto nella fase iniziale del processo, vale a dire la scoperta del prodotto più adatto alle proprie esigenze e la sua valutazione.
Le cinque categorie merceologiche che hanno fatto registrare il maggior numero di acquisti dopo una ricerca sui motori sono: viaggi e turismo, telefonia e accessori, abbigliamento e accessori, elettronica, libri e riviste “Sono ormai oltre 15 anni che i motori di ricerca fanno parte della vita degli internauti italiani–afferma Marco Loguercio, fondatore di FIND e dal 2004 autore di diversi documenti di studio sulla relazione che gli italiani hanno con le ricerche in rete-, ma con la sempre più capillare diffusione di smartphone costantemente connessi il vantaggio di poter disporre, nel momento esatto in cui possono servire, di informazioni attuali e approfondite sta cambiando anche il modo di fare shopping degli italiani stessi. Di conseguenza è fondamentale che anche l’approccio dei merchant cambi, siano questi grandi catene che lottano sui prezzi o piccoli punti vendita che fanno della qualità del servizio il loro punto di forza”.
La ricerca integrale può essere scaricata gratuitamente sul sito www.findsdm.it

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