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Dalle promozioni un impulso alla cultura del benessere

Le promozioni, in particolare i programmi di loyalty, hanno già validamente gettato un ponte fra scuola, aziende di marca e grande distribuzione, portando in dote pc, strumenti musicali, ausili didattici. Manca ancora un tassello per completare il quadro di una collaborazione indubbiamente valida, che colma carenze nel settore dell’istruzione. Il tassello si riferisce alla salute degli studenti o, meglio, alle future conseguenze sulla loro salute, se permangono cattive abitudini alimentari e di sedentarietà (un’indagine nazionale dice che solo un bambino su quattro si reca a scuola a piedi). Il monitoraggio annuale sulla classe di età 8-9 anni realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità indica che il 22,1% dei bambini è sovrappeso e il 10,2% è obeso. Fra i 6 e gli 11 anni i bambini obesi sono 380.000. Altri dati riportano che fra i 13 e i 17 anni l’incidenza del sovrappeso è del 20% e quella dell’obesità del 4%. Una condizione che non migliora con l’età e il quadro complessivo di tutta la popolazione italiana evidenzia che il 33,1% è in sovrappeso e il 9,7% è obesa.

È un serio problema di salute, data l’altissima incidenza di malattie che s’innestano sulla condizione di peso fuori norma. Alla sedentarietà la scuola italiana contribuisce in modo allarmante. Gli edifici scolastici sono estremamente carenti di attrezzature sportive e le due ore settimanali di “educazione fisica” sono del tutto irrilevanti, e per giunta non sono abbinate all’insegnamento dei corretti stili di vita e di alimentazione. Chi fa pratica sportiva è un’esigua minoranza di studenti le cui famiglie sono in grado di pagare la retta di strutture e circoli sportivi privati.

Cosa possono fare le promozioni? Moltissimo in termini di fornitura alle scuole di attrezzature adeguate per moltiplicare le occasioni di fare sport, ma anche per fare salutare movimento. In effetti, le palestre scolastiche sono del tutto carenti di attrezzature sportive moderne e dispongono di spazi angusti rispetto alla numerosità delle classi (oggi ribattezzate “unità pedagogiche”), e non tutti gli istituti sono dotati di cortili ampi per svolgere una pratica all’aperto (se ci sono, si preferisce usarli come parcheggi).

Se l’attività sportiva vera e propria è praticamente irrealizzabile nelle strutture scolastiche, il movimento (secondo gli insegnamenti delle scienze motorie) è invece alla portata di tutti e può essere replicato a casa. L’industria alimentare nazionale e la grande distribuzione, già sensibili alle istanze di una corretta alimentazione, potrebbero cogliere l’occasione per campagne promozionali orientate sia alla cultura del benessere sia, per esempio, alla costruzione di un “percorso vita” nell’area adiacente alle scuole, così che possano beneficiarne studenti, insegnanti e genitori. In fondo si tratta di dare un futuro di salute a milioni di ragazzini. Infine ricordiamo che quasi la metà della popolazione italiana non sa nuotare. Il salvagente delle promozioni diventa urgente.

luca.finetto@upsellpromotion.it

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