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GADGET DI
UNA SPY STORY
Putin ha usato prodotti promozionali per spiare
i partecipanti del G20?

Il settore promozionale al centro di un affaire internazionale. Il caso è scoppiato sulle colonne di due tra i principali quotidiani italiani e sta facendo il giro del mondo. Corriere della Sera e La Stampa riportano un episodio avvenuto all’inizio del settembre scorso, in Russia al G20. Al termine degli incontri ufficiali,come spesso avviene, le delegazioni ricevono numerosi oggetti ricordo: tra i gadget consegnati dagli organizzatori c’erano  anche chiavette usb per computer e cavi per la ricarica dei telefonini cellulari, che a quanto sembra – ma le indagini dei servizi segreti sono ancora in corso – potrebbero essere in realtà strumenti di intrusione per computer e telefonini. Il primo a sollevare il sospetto – riferisce il Corriere della Sera – è il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy che una volta rientrato a Bruxelles, ha incaricato i responsabili della sicurezza di effettuare accertamenti su tutti i dispositivi con l’ausilio dei servizi segreti tedeschi e, a quanto pare,  l’esito delle prime analisi è positivo: le chiavette usb e il cavo usb di alimentazione per cellulari ricevuti in regalo dai russi sarebbero “trojan horse”, ovvero due strumenti per la captare dei dati del computer e del cellulare. Non si sa se tutti i partecipanti al summit, i capi di stato e di governo dei venti paesi più importanti oltre ai vertici della Ue, hanno avuto gli stessi gadget “modificati”. E iniziano ad arrivare le prime smentite: da quanto riportato sul sito del quotidiano inglese The Telegraph, il portavoce del Primo Ministro David Cameron ha escluso che il leader abbia ricevuto il gadget in questione, per la prima volta è il caso di dirlo, un omaggio poco gradito.

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