La sostenibilità, tra buoni propositi e difficoltà d’implementazione

Redazione08/06/2018

È stata presentata ieri a Milano la quinta edizione dell’Osservatorio “Sustainability Sentiment”, realizzato da Aida Partners e Message per monitorare lo stato di salute della sostenibilità nelle società, nell’economia e nella finanza italiana. A fronte di risultati estremamente positivi, ciò che emerge è la difficoltà per le aziende di passare dai propositi alle azioni.

La sostenibilità nelle strategie aziendali

Dopo tre anni di calo, la sostenibilità riprende con prepotenza un ruolo da protagonista nei Cda (+ 125% vs 2015). Questo il primo dato che emerge dall’Osservatorio “Sustainability Sentiment”, che rivela come l’argomento diventi finalmente un asset fondamentale all’interno delle aziende intervistate. Per riportare la sostenibilità ai suoi vertici e introdurla nella propria strategia, l’impresa ha dovuto migliorare i sistemi di misurazione delle performance e della correlazione con il valore, l’attività di reporting e la rendicontazione. La sostenibilità entra in una fase più matura, dove la correlazione tra la sua implementazione nei processi e la convinzione che essa crei valore è diretta. In questo contesto, essa contribuisce a creare valore tout court per il 79% dei rispondenti (+14% VS 2015) e crea valore sui mercati finanziari per il 72%.

Il 94% delle imprese correla le proprie performance di sostenibilità con almeno un indicatore (valore condiviso, valore reputazionale, valore aggiunto, profitto e fatturato). Per esempio, cresce del 172% la percentuale dei rispondenti (VS 2014) che dichiara che nella propria azienda la sostenibilità è messa in relazione con il profitto. Contestualmente, diminuisce del 62% la percentuale delle aziende che non correlano alla sostenibilità alcun valore.

Gestire la sostenibilità e coinvolgere gli stakeholder

Nel 2017 la “misurazione delle performance” viene considerata tra gli elementi gestionali della sostenibilità meglio implementati dalle imprese, con una valutazione mai raggiunta nelle passate edizioni: i rispondenti danno una valutazione che migliora dell’11% rispetto al 2015. Aumentano le tipologie di strumenti usate nelle attività di Stakeholder Engagement: per esempio, rispetto al 2014 si registra un +94% nell’uso dell’analisi di materialità*, +76% per i panel di stakeholder, +46% nell’utilizzo di focus group.  Unica nota dolente, le imprese perdono punti proprio nella capacità di implementarlo: la valutazione dei rispondenti in merito alla capacità delle aziende di mettere in atto le attività di coinvolgimento degli stakeholder non migliora, anzi, è l’unico elemento di gestione della sostenibilità a peggiorare (-1% VS 2015).

Le risposte degli intervistati mostrano inoltre che le istanze degli stakeholder risultano essere meno importanti per le aziende di quanto non lo fossero nel 2015 (cala del -4%  rispetto al 2015). Sembra, quindi, che la sostenibilità stia tornando a essere considerata rilevante, anche se spesso in modo autoreferenziale. La rilevanza della dimensione umana e sociale, pur progredendo nell’agenda, appare ancora da sviluppare.

In conclusione

Con una cultura della sostenibilità che mette radici nelle imprese (anche se con qualche difficoltà), ascoltare gli stakeholder è un primo passo, ma non è sufficiente se a questo ascolto non segue una risposta e il coinvolgimento. La definizione di sostenibilità votata quasi all’unanimità dai rispondenti – “un modello di gestione dell’impresa che, attraverso il coinvolgimento degli stakeholder, ne migliori le performance ambientali, sociali ed economiche massimizzando reputazione e valore” – non trova infatti corrispondenza con la tendenza fotografata dal report, che sembra segnare un lento, progressivo disimpegno dallo stakeholder engagement. In quest’ottica appare difficile che si possa giungere a un completo miglioramento delle performance sociali. La gestione sostenibile, infatti, non può prescindere dal fatto che le aziende mettano al centro le persone e le comunità. Perché ciò avvenga efficacemente, contribuendo a creare valore, è però fondamentale che lo stakeholder engagement entri nei processi aziendali in modo continuo e pervasivo. In questo contesto, la sostenibilità sociale fatica, dunque, a sviluppare indicatori che riescano ad evidenziare efficacemente la correlazione tra le performance economiche e l’impegno sociale, umano, relazionale dell’azienda.