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Loyalty novembre 2011
Cristina Ziliani*
I
l loyalty marketing, dalla sua comparsa nei primi
anni ’90 nel mondo dei supermercati a oggi,
ha attraversato due fasi. All’inizio si trattava di
una grande “promozione fedeltà” che distingueva
“chi ha la carta” da “chi non ce l’ha” e riservava
ai primi la raccolta punti e prodotti scontati. Con
il tempo, l’attenzione si è spostata sul patrimonio
informativo dischiuso dai dati raccolti sui clienti
proprio grazie alle carte fedeltà; patrimonio che è
stato progressivamente sfruttato per attività tattiche,
come promozioni mirate proposte con media diretti
a specifici segmenti di clienti (coupon alle casse,
e-mailing, direct mail) e via via più strategiche, in
primis l’adattamento dell’assortimento alle preferenze
dei clienti migliori.
Possiamo chiamare la prima fase “loyalty di massa” e
la seconda “loyalty micro”: si tratta di passaggi di un
percorso evolutivo della fidelizzazione della clientela,
e il prossimo sarà quello della “loyalty servizio”. È
una buona notizia per la gdo e per il retailing più
in generale, perché segna il riappropriarsi delle
attività di fidelizzazione da parte delle imprese,
dopo un momento in cui si è pensato che fossero
meglio gli specialisti, quando si tratta di gestire il
loyalty marketing. Sia chiaro: non stiamo dicendo
che gli specialisti – gestori di programmi loyalty,
coalition, gestori di database e di campagne di
marketing diretto con old e new media – non servono,
anzi. In uno scenario in cui i consumatori sposano
entusiasticamente l’uso dello smartphone e dei social
media, integrandoli nella propria vita quotidiana,
quindi anche negli acquisti, nasceranno sempre nuovi
specialisti, i cui servizi sono necessari. Vogliamo dire
però che le imprese devono resistere alla tentazione
“malsana” di demandare a terzi la propria strategia
di fidelizzazione, sulla quale devono saldamente
Dopo il “loyalty Di massa” e il “loyalty micro”, ci sarà
una nuova fase Della fiDelizzazione, nella quale
si analizzerà il cliente nei suoi nuovi comportamenti
per sviluppare nuovi moDi Di Dare servizio
È il “loyalty servizio”
la sfida futura
mantenere il controllo e la capacità decisionale:
se infatti gli strumenti per fidelizzare diventano
comuni a tutti i programmi (chi non può farsi un’app
per smartphone?), la strada per fidelizzare passa
inevitabilmente per l’eccellenza nel servizio, che è
competenza dell’impresa.
Il cliente va analizzato nei suoi nuovi comportamenti,
scoprendo come essi s’integrano con quelli
consolidati (controlla dal cellulare se è arrivato un
prodotto in punto di vendita prima di passare a
prenderlo?) per sviluppare nuovi modi di dare servizio.
Qualche esempio servirà a illustrare il punto. Li
abbiamo raccolti con l’attività di monitoraggio che
l’Osservatorio Fedeltà svolge a livello internazionale.
Supermarket on the go.
Sui muri della
metropolitana di Seul, in Corea del Sud, schiere di
affaccendati pendolari in attesa del treno possono
Il virtual store Homeplus nella metropolitana di Seul consente
di ordinare via smartphone i prodotti desideratati che saranno
poi consegnati direttamente a casa.