Il settore del largo consumo sta vivendo una trasformazione significativa, spinto da un consumatore sempre più digitale, omnicanale e difficilmente intercettabile con logiche tradizionali. Advice Group, martech company specializzata in engagement e behavioral loyalty, annuncia il lancio di una nuova business unit che ha l’obiettivo di far fronte al cambiamento in atto, supportando i brand nella riconquista della relazione diretta con il cliente finale e nella costruzione di community proprietarie.
La crescita dei canali digitali e il ruolo dominante dello smartphone, che genera ormai una quota significativa delle transazioni globali, stanno ridefinendo le modalità di acquisto e di interazione con i brand, obbligando il comparto fmcg a confrontarsi con un contesto radicalmente diverso rispetto al passato. Emergono inoltre nuove criticità: da un lato il retail fisico, dove le promozioni tradizionali non restituiscono dati utili, dall’altro l’ecosistema digitale, in cui marketplace e piattaforme di delivery tendono a monopolizzare la conoscenza del cliente finale.
È proprio su questo squilibrio che interviene la nuova bu di Advice, con un approccio orientato alla proprietà del dato e alla gestione diretta della relazione. La proposta si fonda su modelli omnicanale, data-driven e community-centric, progettati per integrare tutti i touchpoint e ridurre la distanza tra brand e consumatore, puntando a costruire basi clienti proprietarie, attraverso strategie di engagement continuo e programmi di loyalty evoluta, valorizzando al tempo stesso i canali indiretti e abilitando opportunità di vendita diretta.
“Il fmcg è diventato un ecosistema distribuito, dove il cliente si muove in modo non lineare tra fisico e digitale e i brand non possono più permettersi di dipendere solo dai retailer per conoscere chi acquista i loro prodotti – commenta Fulvio Furbatto, ceo & founder di Advice Group – Dopo aver realizzato nella prima decade del duemila le prime digital collection con clienti come Lavazza e Barilla, con questa nuova bu vogliamo aiutare le aziende a creare community proprietarie e a trasformare ogni canale in un’occasione di relazione, dalla prima interazione a scaffale fino al momento del consumo, sovvertendo il paradigma: dal prodotto alla persona e viceversa”.
Il modello è già stato testato in progetti sviluppati con brand come Bauli, coinvolta in attività concorsuali esperienziali legate sia al consumo quotidiano sia alla stagionalità, Veralab, esempio di realtà digital-native capace di affermarsi anche nel retail fisico, e Solinda Peviani, che ha costruito una relazione continuativa con la propria customer base. In tutti questi casi, l’approccio di Advice si è concentrato sull’identificazione del cliente lungo l’intero ciclo di vita, trasformando le campagne in esperienze capaci di generare dati e valore nel tempo, con un impatto diretto sul customer lifetime value.
La nuova business unit integra anche un servizio di advisory per l’internazionalizzazione, con un focus particolare sul sud Europa e sulla Spagna, dove Advice ha già avviato le proprie operation. “Internazionalizzare oggi non significa solo esportare prodotti, ma costruire relazioni autentiche con nuovi consumatori valorizzando la propria identità e il posizionamento, creando modelli di customer engagement coerenti con le specificità di ogni mercato – sottolinea Lorenzo Tersi, expert partner di Advice – Senza il controllo del dato e della relazione, il brand resta condizionato dalle dinamiche di importatori e distributori; servono strumenti per esportare non solo il prodotto, ma l’identità di marca”.

