Accendere i riflettori sull’inserimento lavorativo delle persone in esecuzione penale esterna è stato il focus del webinar promosso da Aism (Associazione italiana sviluppo marketing), dal titolo “Le misure alternative al carcere e il marketing: come abbattere il pregiudizio”, che ha affrontato un tema ancora marginale nel dibattito pubblico ma centrale sotto il profilo sociale ed economico.
Al centro dell’incontro, il contributo di La Goccia di Lube ets, impegnata nel supportare persone che stanno scontando la pena fuori dal carcere. Si tratta di individui che vivono già nel tessuto sociale, ma che incontrano forti ostacoli nell’accesso all’occupazione, spesso a causa di pregiudizi, bassa scolarizzazione o percorsi personali complessi. Il lavoro emerge come elemento chiave per evitare recidive e favorire una reale reintegrazione. Non si tratta solo di un’opportunità individuale ma di un investimento collettivo: offrire un’occupazione stabile a queste persone significa ridurre i costi sociali della detenzione e generare valore per il sistema economico.
Nel corso del webinar – aperto da Massimo Giordani, innovation & marketing strategist e presidente Aism, e con l’intervento di Adriano Moraglio, presidente di La Goccia di Lube ets – è stato evidenziato come il principale ostacolo sia culturale e non solo normativo o organizzativo. Le imprese, infatti, faticano a superare diffidenze e stereotipi, nonostante queste persone possano offrire competenze e motivazione, se adeguatamente accompagnate. Resta tuttavia aperta la questione degli incentivi: mentre esistono agevolazioni per l’assunzione di detenuti, queste non sempre si applicano a chi è in esecuzione penale esterna, creando un disallineamento che limita il coinvolgimento delle aziende.
Progetti dell’associazione come “Impresa Accogliente”, dimostrano la concretezza di questo approccio: oltre 100 persone seguite e circa 30 inserimenti lavorativi realizzati, con risultati che evidenziano come, attraverso percorsi strutturati di affiancamento, sia possibile trasformare le fragilità in risorse. Il 2026 segna un’ulteriore evoluzione dell’iniziativa, con nuovi obiettivi di ampliamento e strumenti dedicati.
In questo contesto, il marketing assume un ruolo strategico: non solo come leva di comunicazione, ma come strumento per costruire fiducia, raccontare storie di reintegrazione e favorire l’incontro tra imprese e persone. Superare il pregiudizio diventa così il primo passo per attivare un circolo virtuoso capace di generare benefici diffusi, per le aziende, per i lavoratori e per l’intera collettività.

