Il cinema accelera il proprio percorso di trasformazione da luogo di fruizione a piattaforma esperienziale: la collaborazione tra The Space Cinema e Classy Cocktails introduce nelle sale italiane una proposta di mixology ready-to-drink firmata da Patrick Pistolesi. Un’operazione che intercetta l’evoluzione del consumo fuori casa verso esperienze a maggiore valore percepito, dove qualità, narrazione e contesto diventano elementi centrali della proposta.
Il modello tradizionale del cinema, storicamente legato a un’offerta food & beverage standardizzata, lascia spazio a una logica più articolata, in linea con i cambiamenti dei comportamenti di consumo. Il pubblico non cerca più solo intrattenimento ma esperienze curate e memorabili. Ecco che anche il beverage evolve, si beve meno ma meglio, la mixology esce dai contesti canonici per contaminare nuovi touchpoint, e il cinema si configura così come uno spazio ad alto potenziale per sperimentare nuovi modelli di consumo.
L’iniziativa prevede l’introduzione di una selezione di cocktail ready-to-drink, tra cui Daiquiri, Negroni, Spicy Paloma e Spritz, disponibili nei bar di nove cinema selezionati, con un’estensione prevista a circa 30 location sul territorio nazionale. Elemento distintivo del progetto è l’integrazione del prodotto all’interno dell’esperienza complessiva con espositori dedicati, visibilità in loco e coerenza con il posizionamento premium. Non si tratta quindi di un semplice ampliamento dell’offerta, ma di una leva strategica per aumentare il valore medio dello scontrino e rafforzare la relazione con il consumatore.
Alla base dell’operazione c’è un driver chiave: “Classy Cocktails è un brand nato proprio per portare l’esperienza della mixology d’autore fuori dal bar e renderla accessibile ovunque, mantenendo intatta qualità, equilibrio e identità – commentano i co-founder Marcello Camellini e Giovanni Gozzi – Il cinema sta diventando uno dei luoghi perfetti in cui questa visione prende forma, grazie alla nostra collaborazione con The Space Cinema.” La dichiarazione evidenzia un passaggio rilevante: la democratizzazione del premium, resa possibile da formati ready-to-drink che semplificano il consumo senza sacrificare la qualità.
L’operazione si inserisce in una dinamica più ampia che vede il cinema evolvere in hub di retail entertainment, dove contenuto, spazio fisico e offerta commerciale convergono. L’introduzione di cocktail ready-to-drink rappresenta un tassello di questa trasformazione: un piccolo lusso accessibile che ridefinisce il momento di consumo e contribuisce a differenziare l’esperienza rispetto ad altre forme di intrattenimento.

