Remax Italia sceglie il linguaggio della graphic novel per raccontare la propria evoluzione e ridefinire il perimetro della comunicazione nel real estate. In occasione della convention nazionale “Meraviglia”, andata in scena al Lido di Venezia tra il Palazzo del Cinema e il Palazzo del Casinò, il network immobiliare ha presentato “Xamer e la bussola del futuro”, progetto editoriale che utilizza i codici della cultura pop e del superhero storytelling per reinterpretare trent’anni di crescita del brand e del mercato immobiliare italiano. L’iniziativa rappresenta un’operazione di branded content che si inserisce nella più ampia evoluzione della brand identity di Remax, impegnata dallo scorso anno in un percorso di rebranding digital-first orientato a rafforzare la presenza del marchio negli ambienti online e sui social media.
Il titolo del progetto sintetizza già la chiave narrativa dell’operazione. Xamer è infatti Remax letto al contrario: un alter ego simbolico che richiama sia la visione pionieristica del fondatore e ceo Dario Castiglia, sia la community di broker e consulenti che hanno contribuito allo sviluppo del network in Italia negli ultimi tre decenni. L’aspetto più interessante del progetto è la trasformazione dei principali asset organizzativi e commerciali dell’azienda in elementi narrativi e visuali. La collaborazione tra agenti immobiliari diventa una “rete” da ricostruire, mentre il sistema Mls, fondato sulla condivisione di immobili, clienti e informazioni tra professionisti, viene reinterpretato come un’infrastruttura capace di connettere persone e opportunità. Anche l’Open House, format introdotto in Italia proprio da Remax, assume una nuova valenza simbolica, proponendosi come strumento in grado di “portare luce” agli immobili e aprirli metaforicamente al mercato. All’interno della graphic novel trova spazio anche uno degli asset identitari più riconoscibili del brand: la mongolfiera Remax, reinterpretata come simbolo del viaggio attraverso le trasformazioni del settore immobiliare e dell’evoluzione del network.
Il progetto evidenzia la tendenza, sempre più presente nella comunicazione corporate, di utilizzare di codici culturali tipici dell’intrattenimento e dell’universo fandom per costruire engagement, riconoscibilità e prossimità valoriale, soprattutto nei confronti delle generazioni più digitali. Un approccio ancora poco diffuso nel comparto real estate, storicamente legato a registri comunicativi più istituzionali e funzionali. “Xamer” lavora infatti sulla contaminazione tra linguaggi corporate e immaginario pop, trasformando concetti normalmente associati al business in elementi di worldbuilding e storytelling visuale. L’iniziativa ha visto coinvolti professionisti del mondo fumettistico e creativo: la sceneggiatura è firmata da Roberto Gagnor, i disegni da Irene Innocente, con colori di Emanuele Aluigi e grafica di Manfredi Toraldo.
L’operazione conferma come il branded storytelling stia assumendo un ruolo sempre più centrale nelle strategie di marca anche in settori tradizionalmente meno vicini ai linguaggi dell’entertainment, permettendo di costruire universi narrativi coerenti e riconoscibili. La scelta di Remax è stata appunto quella di spostare il focus dalla semplice comunicazione di servizio alla costruzione di un immaginario di brand capace di attivare coinvolgimento emotivo e senso di appartenenza.

