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Abbiamo in testa tre cervelli e vince quello delle emozioni

Perché tua moglie, che ha sempre sostenuto che i serpenti le fanno impressione, desidera così intensamente l’ultima borsa pitonata di Prada che costa 3.500 euro? Perché qualche amabile miliardaria comprerà il prezioso orologio Laurent Graff – il celebre Hallucination – da 40 milioni di euro (da qui il nome, Hallucination), pur continuando per comodità a cronometrare l’eiaculazione precoce del marito su un telefonino? E perché mia figlia vuole assolutamente la centrotrentasettesima Barbie, anche se con le altre centotrentasei non gioca affatto? Semplice: perché non siamo affatto razionali. Non significa che siamo idioti, significa solo che ci dimentichiamo che siamo figli dell’istinto più che del calcolo. Siamo gli eredi di quell’homo sapiens che, quando vedeva una foglia muoversi, scappava; non di quello che si fermava a valutare la probabilità che l’avesse spostata una tigre con le zanne lunghe. È una questione di emozioni, velocità e istinto. Fate conto che nella nostra testa abbiamo in realtà tre cervelli. Il primo, quello più antico evolutivamente parlando, è il cervello rettile, quello che ci dice: hai fame? Mangia. Hai sete? Bevi? Hai sonno? Dormi. Vuoi accoppiarti? Fai una doccia fredda. Il secondo, il cosiddetto cervello emotivo, dove sta l’amigdala, funziona da sirena ed è la molla che ci salva la pelle. Puzza di fumo? Scappa prima che arrivi l’incendio. Le prime gocce? Scappa prima che arrivi il diluvio. Suona il citofono? Scappa prima che arrivi la suocera. E, infine, la corteccia: bella, solida, consapevole, moderna e soprattutto razionale, quella parte che, quando siamo a una partita di calcio e vediamo gli ultras in azione, ci chiediamo se veramente esiste. Se un uomo vede una donna, le tre parti del cervello reagiscono così: Rettile – Ahahaaah ooohooh ooooooh Limbico – Scappa, pirla Corteccia – È ricca? Il problema è che noi decidiamo tra “scappa, pirla”e “ahhhaa ooohhooh”, non con “È ricca”. Le spiegazioni razionali, se servono, le troviamo dopo, per giustificare la decisione presa. Per esempio, siamo morbosamente attratti da una Ferrari e non c’è nulla di razionale in tutto questo: è relativamente scomoda, consuma, è rumorosa e attira su di te le attenzioni di Equitalia. Eppure molti uomini la desiderano più di una donna, che li desidererebbe comunque meno della Ferrari che guidano. E allora perché uno compra la Ferrari? E-mo-zio-ne. Adoriamo far shopping perché compriamo emozioni. È la dopamina che invade il nostro cervello a farci comprare: poi ci daremo delle spiegazioni. Se me la posso permettere, mi dirò che la Ferrari mi emoziona. Se non me la posso permettere, mi dirò che è scomoda, consuma, ed è rumorosa come una mandria di bufali. Alla fine, se non me la posso permettere, l’unico motivo per cui ha senso comprarla è che aumenta la mia probabilità di riproduzione. Non so se è tutto chiaro, ma ora vi devo lasciare perché ho un impegno. Scusate, ma sto andando a comprare una Ferrari cabrio con un assegno scoperto.

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