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Timeout di novembre-dicembre 2016

Dalle app ai chatbot
Le app sono in declino e neppure i call center si sentono molto bene. La tecnologia digitale evolve verso i “chatbot” (abbreviazione: bot): robot in grado di rispondere con linguaggio umano alle domande. Il percorso è segnato. Prima c’erano i siti web, poi le app. Adesso le chat automatiche, come stanno già facendo la compagnia aerea Klm, per esempio per inviare ai viaggiatori le carte d’imbarco, o alcuni grandi marchi americani per proporre prodotti e acquisti online. La tecnologia che innova ma non stabilizza scaccia persino gli approdati per disperazione ai call center. Continuiamo a chiamarlo “progresso”?
 Amazon all star
Il deposito lombardo di Amazon, informano i media, quotidianamente evade con successo le richieste dei clienti. Quelle più gettonate? Acqua e preservativi. Probabili motivazioni della scelta? La puntuale consegna a domicilio di colli ponderosi nel primo caso; evitare l’imbarazzo di acquistare in farmacia nel secondo. Un caso magistrale di due pesi e due misure.
 Latteria online
Adesso capisco perché li chiamano digital born. Perché insieme con il latte succhiano information communication technology direttamente dal seno materno. Lo conferma una valente giornalista, Vivian Lamarque, che sul Corriere della Sera ha scritto di aver assistito alla performance di una giovane “madre abbastanza in carriera, magra, scattante, quasi elegante” che, camminando su un marciapiede trafficato e fendendo la folla, simultaneamente allattava e telefonava. E l’allattato? Costretto suo malgrado ad ascoltare monolateralmente una conversazione incomprensibile ma sedimentaria. All’infante non solo la solidarietà della collega, ma anche la mia.

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