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Timeout di marzo 2015

CAMBIAMO TESTA

“Entro due anni un trapianto di testa su un corpo di donatore”. L’annuncio choc (non è la prima volta) del chirurgo italiano Sergio Canavero, pubblicato qualche giorno fa dal principale quotidiano di Milano, ha suscitato nuovamente scalpore, incredulità scientifica e rifiuto etico. Domanda “alla D’Azeglio”: gli italiani sarebbero pazienti compatibili o a rischio di rigetto?

MAGNA ROMA

I media ne hanno dato notizia in breve. In realtà, la notizia riguarda il perdurare malgrado tutto dell’italian way of life, così ben rappresentata sullo schermo da Alberto Sordi. Siamo a Roma, Roma caput mundi, Roma Capitale. Che in quanto tale costa 800 milioni di euro all’anno ai contribuenti italiani. E che per dimostrare il suo ranking internazionale, la sua grandeur e aspirando a darsi un tono internazionale come e più di Londra, anziché “metropolitana” scrive “undergraund” (sic!) sull’ingresso. Esprimendosi “come magna”, confessa di valere un… tube.

R.I.P. SOCIAL

L’argomento non è dei più allegri, ne convengo. Tuttavia è una conseguenza, non calcolata all’origine della rete: Rintracciabile in perpetuo? Che accade dei nostri profili (su Facebook) dopo la nostra scomparsa? Da Palo Alto, la patria di Facebook, hanno lanciato – per il momento solo negli Stati Uniti – il “Legacy contact”, ovvero la possibilità di nominare un gestore del (nostro) profilo a partire dal momento in cui non siamo (definitivamente) più in grado di gestirlo né di aggiornarlo. Google da tre anni propone il “Death manager”, esecutore testamentario che può cambiare il nostro profilo e accettare nuove amicizie. Virtualmente immortali?

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