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Concorsi su Instagram, fra policy, norme e leggende metropolitane

“Vorrei organizzare un semplice giveaway su Instagram, non un vero e proprio concorso”.

La convinzione che il giveaway non sia un concorso è radicata in molte persone e, probabilmente, deriva dal fatto che in molti paesi esteri organizzare un concorso su Instagram, tipicamente non legato all’acquisto, è una pratica diffusa e priva di particolari difficoltà. Invero, in Italia, a meno che l’iniziativa non ricada fra le fattispecie di esclusione di cui all’art. 6 del Dpr 430/01, organizzare un giveaway su Instagram non è poi così banale. Occorre, infatti, che vengano rispettati tutti gli adempimenti e i limiti imposti dalla normativa italiana sulle manifestazioni a premio e dalle direttive del ministero dello Sviluppo Economico, ma anche dalla policy del social network che definisce come possono essere organizzate le attività promozionali sulla piattaforma. Al fine di armonizzare le direttive della normativa italiana con la policy dei social, si è trovato un compromesso rispetto a due rilevanti aspetti: l’obbligo di associazione della piattaforma all’iniziativa e la necessità di localizzare nel territorio italiano il server di acquisizione delle partecipazioni. Il vincolo dell’associazione, come ormai noto, è stato superato limitando la possibilità di partecipare solo a chi è già iscritto al social network prima dell’inizio della manifestazione, mentre la localizzazione del server può essere risolta con soluzioni tecnologiche come, ad esempio, il mirroring o altre modalità analoghe. Una volta chiarito dunque che comunque le si chiami, concorso o “giveaway”, le iniziative premiali su Instagram vanno correttamente regolamentate, è comprensibile il grande interesse che le aziende manifestano per questo canale che si dimostra particolarmente adatto al perseguimento di obiettivi come incrementare l’awareness del proprio brand o prodotto, coinvolgere nuovi follower, incentivare le iscrizioni alla newsletter, aumentare il traffico al sito web.

Ci sono diverse case history di successo che confermano la validità di Instagram per gli obiettivi di marketing come, per esempio, “Giveawhales” di Pupa con cui sono stati raggiunti tutti gli obiettivi proposti come visibilità del brand, coinvolgimento dei follower e lancio di uno speciale filtro Instagram legato al prodotto: un concorso a tutto tondo che richiedeva ai partecipanti di seguire il profilo del promotore, commentando alcuni specifici post, inserendo l’hashtag del concorso e taggando un proprio amico; in più, per aumentare le proprie chance di vittoria con una partecipazione aggiuntiva, c’era la possibilità di farsi un selfie utilizzando il filtro “Whales by Pupa”. È evidente come il grande plus che offre Instagram passa dal suo potente strumento, gli hashtag con i quali è possibile assicurare forte visibilità del concorso anche presso il pubblico che ancora non è follower. Gli hashtag costituiscono anche un interessante e innovativo mezzo di partecipazione grazie ad applicazioni in grado di “rastrellarli”, trasformandoli in partecipazioni automatiche che non richiedono agli utenti lo sforzo di un’iscrizione previa al concorso.

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