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I dati sono merce di scambio ma è necessario proteggerli

A Londra nella zona di East London’s Old Street Station dal settembre 2017 è aperto un negozio particolare che sta facendo parlare molto di sé. Si chiama “The Data Dollar Store”. Vende gadget e prodotti di ogni tipo, illustrati con i disegni di un artista di strada. Sono prodotti di design, lo stile dell’autore è apprezzato e spesso per entrare a comprare le sue realizzazioni si formano lunghe file di acquirenti che diligentemente aspettano il loro turno perché gli spazi di vendita sono limitati. Fin qui tutto normale, direte. Il fatto è che quando la coda finisce e si entra in negozio, dopo aver scelto l’oggetto più adatto e ci si presenta alla cassa estraendo dalla tasca il portafogli o la carta di credito per pagare, ci si sente dire dal commesso: “We do not sell for money, we want your data!”. “Non vendiamo per soldi. Vogliamo i tuoi dati”.

La frase è perentoria, sorprende e colpisce nel profondo. Ci dice che ormai i nostri dati personali non sono più solo informazioni strumentali, cioè il mezzo attraverso il quale ci vengono inviati messaggi che tengono conto dei nostri interessi. I dati sono diventati molto di più: sono una merce, un bene giuridico, una materia prima, sono l’essenza stessa della persona. In sintesi: i dati valgono e sono una merce di scambio, valgono esattamente come le valute più pregiate, sono, appunto Data Dollar.

Ma cosa c’e dietro “The Data Dollar Store”? In realtà si tratta di un’abile iniziativa di marketing virale messa in piedi da Kaspersky Lab, un laboratorio di idee che fa parte del gruppo che produce uno dei software antivirus più diffusi nel mondo e che si occupa da molto tempo della sicurezza dei dati e del web. L’obiettivo di chi ha creato The Data Dollar Store è di far riflettere le persone che i dati personali sono preziosi e
che valgono molto.

Il successo dell’iniziativa di Kaspersky è quindi duplice: da un lato ha attirato l’attenzione di molti sul fatto che i dati sono ormai diventati una valuta vera e propria, dall’altro aiuta a diventare consapevoli del fatto che la protezione dei dati personali è essenziale, proprio come la protezione del nostro denaro. Non a caso il pay off del negozio di cui vi ho parlato, è questo: “Your data is valuable. Protect it.” “I tuoi dati sono preziosi. Proteggili”.

I nostri dati, quelli che si collegano alle userid e alle password che ormai caratterizzano tutte le nostre azioni quotidiane, sono ormai diventati come una chiave. Aprono le porte che ci permettono di accedere ad aspetti essenziali della nostra vita: il nostro conto in banca, i nostri messaggi di posta elettronica, le nostre fotografie. Ci avviamo verso un futuro prossimo nel quale i nostri dati personali saranno sempre di più la chiave che ci permetterà di accedere a una piattaforma di straordinari servizi. E proprio perché i dati sono diventati la chiave di accesso ai servizi che ci offrono tutto ciò che desideriamo, dobbiamo custodirli con cura, evitando che finiscano nelle mani sbagliate. Esattamente come le nostre chiavi di casa. Anche per questo le leggi che proteggono i dati personali sono importanti e ci aiutano ad essere davvero liberi.

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