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Deloitte fa luce sulle nuove abitudini di spesa degli italiani sotto Natale

L’ansia degli italiani ha ripreso a crescere con l’avvento della seconda ondata di pandemia, raggiungendo un picco del 43%, lo stesso livello raggiunto durante aprile 2020; a incidere in particolare modo sono le crescenti preoccupazioni finanziarie (47%) e timori di disordini sociali (38%). Queste sono alcune delle evidenze che emergono dall’analisi “Deloitte State of the Consumer Tracker“, un osservatorio mensile che ha preso il via lo scorso 15 aprile con l’obiettivo di monitorare e raffrontare volontà e azioni dei consumatori in 13 paesi nel mondo.

La release più recente dell’indagine, “Preoccupazioni e nuove abitudini, le spese natalizie degli italiani ai tempi della pandemia“, parte dalla considerazione della diminuzione della propensione all’acquisto di beni discrezionali: per le festività natalizie gli italiani si aspettano di spendere circa 255 euro a famiglia, un calo del -48% su base annua, e quasi 8 consumatori su 10 ridurranno la propria spesa su base annua, principalmente a causa dei timori legati all’economia e per ragioni di risparmio.

Circa l’11% dichiara che quest’anno non comprerà alcun regalo, il doppio rispetto all’anno scorso. Il 58% degli over 55 e il 35% dei 35-54 sono tra coloro che si asterranno. La maggioranza degli italiani rimane comunque orientata a celebrare i festeggiamenti natalizi, seppur in maniera diversa, e sono soprattutto i giovani i più desiderosi a non rinunciare allo scambio dei doni, con una spesa media di 220 euro.

Gli italiani adattano le proprie abitudini ai limiti imposti dalla pandemia: il budget un tempo riservato ai viaggi ora è utilizzato per i festeggiamenti in casa e prendersi cura di sé stessi. Le preferenze per i doni ricadono su categorie di prodotto poco esperienziali quali abbigliamento e accessori (43%), cosmetici e profumi (35%) e cibo e bevande gourmet (33%). Gli articoli non da regalo, come i mobili per la casa e le decorazioni hanno visto uno dei maggiori incrementi rispetto agli anni passati, ulteriore segno della riscoperta dell’ambiente domestico in questi ultimi mesi.

Sono soprattutto gli over 55 (38%) che acquisteranno prodotti di enogastronomia come regalo per questo Natale, mentre il 55% dei giovani 18-34 dimostra una marcata preferenza per l’abbigliamento e gli accessori, anche di lusso (10%).

Il 32% degli intervistati ha inoltre dichiarato di essere orientato a cercare soluzioni che consentano di fare shopping con maggiore comodità e flessibilità, come acquistare online e ritirare in negozio. Durante il picco iniziale di Covid-19, il ricorso a ordini online e pick up in-store è dipeso soprattutto da motivazioni di sicurezza, ma il numero di consumatori che sta utilizzando queste modalità di acquisto come alternativa al delivery è in aumento e per il 25% dei consumatori si tratta anche di un modo per supportare i negozi locali nei periodi di blocco (da ottobre a novembre questa motivazione è aumentata di 7 punti percentuali).

I negozi sono ancora la destinazione preferita per lo shopping: circa la metà degli adulti italiani si sente sicura ad andare in negozio e il 62% degli italiani intervistati ha dichiarato di considerare i negozi fisici come la principale meta per lo shopping natalizio a fronte di un 38% che predilige l’online. I negozi tradizionali mantengono il primo posto come format di punta (26%), mentre i grandi magazzini (10%) e gli ipermercati (8%) vedono la propria popolarità ridotta. Nell’online sono i pure player come Amazon che ottengono la maggioranza delle preferenze (21%).

Lo shopping in-store è considerato migliore per le categorie di prodotto più discrezionali che richiedono maggiore attenzione nella selezione e anche un servizio di consulenza: enogastronomia (84%), personal luxury goods (75%) e home décor e mobili (72%). Le categorie più acquistate online, seguendo un trend confermato anche dalle rilevazioni degli scorsi mesi, sono invece l’elettronica e tecnologia (56%).

“Il momento attuale – ha dichiarato Enrico Cosio, retail, wholesale and distribution sector leader, partner Deloitte – rappresenta una sfida per i retailer, poiché hanno dovuto adattarsi al nuovo contesto e impararne le caratteristiche in contemporanea a un cambiamento profondo nelle preferenze dei consumatori e nei modelli di shopping. L’ascesa dell’ecommerce ha poi lasciato il posto al cliente multicanale e alla conseguente consapevolezza che i clienti acquistano su più canali e che esistono processi, pensiero e metriche specifici per ciascuno di essi. Questa evoluzione ci porta all’omnichannel di oggi e alla necessità di offrire prodotti rilevanti ovunque, in qualsiasi luogo, in qualsiasi momento. Nuovi modelli di business stanno nascendo in questi mesi per far fronte ad esigenze sempre più ricercate in ottica diconvenience e flessibilità”.

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