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Il mondo dei giochi in bilico tra tradizione e digital

a cura di Cristina Liverani di Doxa

Bambini, ragazzini e genitori. Momenti e occasioni d’intrattenimento che si propongono nei fatti con molte sfumature tra il fisico e il digitale, senza netti confini. Un ecosistema fatto soprattutto di opportunità, di svago che, se possibile, prescindono dalle modalità di fruizione. Il Kids Marketing Day, due giorni di presentazioni, tavole rotonde testimonianze di aziende e di esperti di mondi industriali diversi e relazioni tra operatori, è stata un’occasione interessante per confrontarsi su questi temi.

Un primo momento è stato centrato sulla fruizione del digital, l’approccio dei nativi digitali nel loro percorso di crescita. Si è partiti da una riflessione sul mondo adulto, sulla rilevanza che ha per i genitori l’utilizzo pervasivo del mobile in ambiti diversi. Un esempio interessante viene dal mondo retail: 2 user smartphone su 3 utilizzano il device in almeno un momento del processo di acquisto e con una buona soddisfazione. Adulti che usano social e oltre la metà dei genitori dei 12-13enni (che in teoria non potrebbero avere accesso al mondo Facebook) dichiara di essere amico del proprio figlio. Comportamenti emblematici di una difficoltà oggettiva, e forse in qualche modo anacronistica, di mantenersi distanti dal digital, che entra nell’esperienza quotidiana.

Genitori che se da un lato infatti tendono a proteggere il bambino dal mezzo digitale, dall’altro invece sono soddisfatti di quanto i loro figli siano abituati a muoversi in questi ambienti. I bambini di oggi sono estremante stimolati e hanno sviluppato un apprendimento non lineare diverso da quello che ha caratterizzato l’infanzia dei genitori e che viene ancora oggi seguito dalla scuola.

All’interno dei 5-9 anni, s’identificano almeno due fasce d’età che hanno consumi di media molto diversificati tra loro. Per quella dai cinque ai sette anni il mezzo più importante è sicuramente la televisione, che negli ultimi anni ha saputo sviluppare un’offerta tematica dedicata accaparrandosi facilmente l’attenzione e le preferenze del pubblico dei più piccoli. Al contrario, già nella fascia successiva, la tecnologia imprescindibile diventa il cellulare o, meglio, lo smartphone, che viene utilizzato prevalentemente per la messaggistica istantanea e per restare connessi al mondo social; quindi con una modalità parzialmente diversa dalla destinazione d’uso di queste tecnologie.

Il 40% dei 5-11enni usano smartphone o tablet, con una quota sensibilmente più alta tra i 10-11enni. Un uso principalmente legato al gioco, trasversale all’età: da esclusivo per i più piccoli, si affianca ad altri usi più tipici dei device. Spicca tra essi un uso importante di whatsapp in primis e dei social poi. L’accesso a internet sui più piccoli è mediato dai genitori: solo il 17% si collega da solo; la quota cresce al 43% tra gli 8-11enni, per poi diventare preponderante sui più grandi.

Le due riflessioni successive, organizzate in tavole rotonde con esponenti degli operatori di settore sono andate nella direzione di comprendere gli spazi attuali del gioco e della lettura nell’affollato contesto di stimoli e attività. Le riflessioni partono dalla valutazione delle diverse tipologie di gioco indicate dai 5-13enni come le modalità preferite: tradizionale 74%, di movimento 58%,  videogiochi 22%. Un quadro all’interno del quale a differenze per sesso si aggiungono differenze ancora più importanti in funzione dell’età. Se il gioco di movimento continua a rappresentare un appuntamento importante per tutti, i giochi tradizionali perdono interesse al crescere dell’età e vengono in buona parte sostituiti dai videogiochi. Anche questi ultimi sono stati oggetto di importanti evoluzioni in questi anni, in cui alla consolle si sono andati ad affiancare i device mobili, tablet e cellulare, che hanno offerto una modalità di gioco diversa e interessante. Il gioco deve sempre di più andare nella direzione di property multipiattorma, a giochi fisici si devono affiancare format televisivi, videogiochi, magazine e quant’altro. Per garantire successo nel tempo, lo sviluppo deve andare sempre più nella direzione in cui i bambini stessi stanno andando, trovando modalità di espressione diverse

Il libro e la lettura, un po’ come il gioco, entrano nella scomposizione del tempo che i ragazzi hanno a disposizione. Il libro deve certamente sgomitare per trovare uno spazio nel tempo libero dei bambini, sempre più impegnati in attività in qualche modo codificate e organizzate. Vero è che dalle nostre ricerche emerge che tablet e libro vengono fruiti con le medesime logiche d’immersione e coinvolgimento, entrando totalmente nella storia a prescindere dal supporto usato al momento. Sono infatti sempre più fluidi e labili i confini tra il libro e gli altri mondi esperienziali che il bambino frequenta. Mondi che però variano decisamente in funzione dell’età e del sesso. Se il 61% delle bambine di 5-7 anni sceglie i libri da colorare, già a 10-13 la preferenza si sposta ai romanzi contemporanei e sentimentali, mentre tra i maschietti di pari età prevalgono i racconti fantasy.

Il libro sicuramente è un mezzo che pone meno problemi al genitore, ma che richiede molto più sforzo di volontà sia all’adulto sia al bambino. La lettura deve essere vissuta come passatempo coinvolgente in primis per il ragazzo, e l’editore deve saper proporre ai genitori testi capaci di accattivare il bambino: finché è piccolo è più facile trovare argomenti e personaggi capaci di coinvolgerlo; quando però entra nel mondo della lettura vera e propria, la sfida vera per l’editore diventa  quella di proporre libri capaci di assecondare la predisposizione del bambino alla lettura, trovando temi che possano fare della lettura un’alternativa all’altezza degli altri interessi e stimoli cui sono sottoposti i bambini.

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