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Invece del balzello sui sacchetti proporre soluzioni utili e premianti

Gli italiani l’hanno percepita come il carbone nella calza della Befana: una punizione immeritata. Tuttavia la richiesta di almeno 0,02 euro per ogni sacchetto in materiale biodegradabile e compostabile per riporvi frutta e verdura che si acquista al supermercato, è solo un eccesso di zelo dei nostri legislatori rispetto a quanto definito nella direttiva Ue 2015/720 che ha lo scopo di ridurre progressivamente la produzione e l’uso dei sacchetti di plastica. Evidentemente pochi centesimi di balzello sono una forma di moral suasion più incisiva.

Fatto sta che l’impatto di tutti i tipi di plastiche è diventato ormai massiccio sull’ambiente: è quindi arrivato il momento di orientare le scelte dei consumatori verso altri materiali. L’acquisto di prodotti di ortofrutta nei mercati rionali, presso gli ambulanti e nei piccoli negozi vede ancora primeggiare il sacchetto di carta (che ha un’alta componente di materia prima riciclata ed è riutilizzabile). Questo non solo è già di per sé un’ottima alternativa, ma è affiancato da molte altre soluzioni che fanno bene ai brand, all’insegna distributiva e all’ambiente secondo la regola delle “4R”: ridurre, riciclare, riutilizzare, recuperare. Frutta e verdura andrebbero pesate, senza involucri, sulle bilance accanto ai banchi a libero servizio nei supermercati, poi andrebbero riposte nei contenitori per l’asporto. Questi potrebbero essere scelti (e pagati separatamente) in funzione di quel che si acquista. Per esempio, alle mele e alle pere si addicono le minicassettine in cartone, che si presentano chiuse e impilate e si dispiegano al momento. Possono essere personalizzate con il logo del consorzio produttore o con quello dell’insegna commerciale.

Ci sono vaschette di alluminio con co- perchio in cartone su cui è possibile fare annotazioni e attaccare lo scontrino. Un packaging utile che fa ordine nel frigo di casa e, poi svuotato, risulta riutilizzabile per altro. Per le arance sono state studiate retine in filo di cotone elasticizzato, disponibili anche in materiale plastico, comunque lavabili e riutilizzabili. Una proposta che si adatta, in quanto a capienza e robustezza, ai kg di merce che si vuole acquistare. Ve li ricordate i sacchi di juta per le patate? Ecco, potrebbero tornare alla ribalta, giacché la juta è un materiale naturale e forte che si può riutilizzare per molto tempo.

I consumatori sono perfettamente consapevoli delle buone prassi d’igiene; dovrebbe essere loro responsabilità utilizzare correttamente ogni contenitore sia per l’asporto dal supermercato a casa (quanto sono puliti i carrelli in cui si accumula tutta la spesa fatta da trascinare per via o il bagagliaio dell’auto?) sia nell’ambiente domestico, nonché dovrebbe essere loro cura la manutenzione del contenitore che si vuole riportare al supermercato per fare di nuovo la spesa.

Invece d’imporre un balzello di 2 o più centesimi è il momento di gratificare i consumatori con soluzioni utili e premianti.

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