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Le promozioni possono aiutare a difendersi dai fake online

Numerose campagne di promozione hanno mostrato la loro validità in campo sociale: dalle prime raccolte punti di trent’anni fa, che consentivano di devolvere bollini a favore delle organizzazioni non profit, alle più recenti che danno la possibilità di dotare le scuole di attrezzature informatiche, passando per campagne che hanno insegnato comportamenti corretti e responsabili su diverse tematiche. Quello sociale è un ambito in cui alle iniziative di loyalty e di promozione potrebbe essere riservato un ruolo ancora più incisivo in futuro, portandone la regia sotto l’egida dei principi di corporate social responsibility. Per esempio, un obiettivo di grande importanza è quello d’insegnare alle nuove generazioni a difendersi dai fake. Se degli alligatori che vivono nelle fogne di New York abbiamo tutti riso, come di altre leggende metropolitane, invece per le notizie false, esagerate, tendenziose c’è un iter da seguire per imparare a riconoscerle. La lettura di quotidiani e riviste cartacee, che rappresentano fonti giornalistiche riconosciute, professionali e regolate da norme (basterebbe ricordare l’obbligo di verifica della notizia a carico di ogni giornalista), è crollata al punto da decretare la fine di molte testate. Purtroppo la lettura nella loro versione digitale non va molto meglio. C’è un’effettiva disaffezione alla lettura, a dedicare tempo ed energie mentali per recepire un’informazione corretta. Si sta persino perdendo il senso di utilità di avere un’informazione vera e verificata, sottostimando i pericoli e le conseguenze dei falsi. Tutto sul web diventa “notizia”, dimenticando il vero significato di questo termine, che dovrebbe essere sempre ricondotto al mondo giornalistico, ben distinto da post, commenti, buzz o pinzillacchere, come diceva Totò.

L’iniziativa del “New York Times”, lanciata in questo periodo, è esemplare al fine di dare alle nuove generazioni l’opportunità di accedere a un giornalismo serio e di qualità, aiutandoli a cogliere la sostanziale differenza fra notizia e “quel che circola” su internet. Chi sottoscrive un abbonamento al Nyt può fare una donazione (anche solo di 20 dollari), che consentirà agli studenti di usufruire dell’accesso alla lettura del quotidiano in formato digitale (la modalità confacente ai giovani) e di beneficiare di altri contenuti di approfondimento. Nel lanciare l’iniziativa, il Nyt ha sottolineato la finalità di “empowering readers”, ovvero di formare lettori capaci di comprendere e utilizzare l’informazione, ma anche di responsabilizzarli nella gestione dei contenuti.

L’editoria italiana dovrebbe prendere in considerazione questo progetto, perché rappresenta un’opportunità di valore sociale che abilita le nuove generazioni a riconoscere ed evitare i fake, a crescere culturalmente, conferendo anche nuovo slancio alle testate. L’editoria b2b potrebbe giocare un ruolo determinante, poiché offre contenuti tecnici, iniziando a coltivare i propri lettori fin da quando sono all’università.

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