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Una prevede un 2020 migliore per gli investimenti in comunicazione

Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, ed Emanuele Nenna, presidente di Una. Foto di Jacopo Sterlocchi

Si è tenuto il 30 settembre presso la sede di Assolombarda a Milano Comunicare Domani, un evento sul mercato della comunicazione promosso da Una (Associazione aziende della comunicazione unite) – la nuova associazione nata dalla fusione di Unicom e Assocom che rappresenta la filiera degli operatori della comunicazione italiana – e Google.

Tema e fil rouge del convegno “(Ri)conoscere l’efficacia“, ovvero individuare quali sono gli elementi chiave che possono favorire il mercato della comunicazione in un momento storico instabile dove si sta verificando una contrazione degli investimenti media.

“Il mercato della comunicazione – ha sottolineato Emanuele Nenna, presidente di Una – sta attraversando una fase di cambiamento e preferisco definire il momento storico attuale come interessante più che difficile. L’efficacia in questo contesto ha una rilevanza fondamentale, ma tutto parte dalle persone, dai talenti, dalle idee e dalla cultura. Bisogna investire in questo, a partire dalle agenzie e fare sistema. Il dialogo avviato oggi con tutti i player del mercato è un chiaro segno dell’impegno di Una in questo senso”.

Le previsioni sulla chiusura del 2019 illustrate da Marianna Ghirlanda, presidente Centro Studi di Una, mostrano una contrazione con una lieve flessione nel 2019 rispetto agli investimenti del 2018. Si stima un calo totale del mercato dello 0,3% dovuto, in particolare, ai recenti avvenimenti politici, all’instabilità e all’incertezza dei mercati oltre al già citato Decreto Dignità che ha bloccato gli investimenti di gaming e betting. Migliori sono le previsioni per il nuovo anno, che evidenziano un balzo del 2,2% per il 2020, trainato soprattutto dall’impatto atteso per la tv degli Europei di calcio e delle Olimpiadi estive.

Il mezzo che continua a primeggiare per raccolta rimane il web e prosegue l’espansione del digital (il video online continua a crescere e sommato alla tv raccoglie quasi il 60% degli investimenti, nonostante la televisione continui a perdere quote a fronte però di un tempo medio giornaliero speso sul mezzo che resiste).

Altro mezzo che avanza è la radio, confermando le buone performance del 2018, mentre la stampa prosegue in negativo: situazione che però vede una leggera flessione al rialzo nel 2020. La frammentazione del mercato, infine, porta a nuove forme di investimento. È questo il caso di collaborazioni musicali, influencer marketing, cooperazioni con il terzo settore e altre che costituiscono un ampliamento degli orizzonti per gli investitori.

Tra i comparti della comunicazione presi in esame da Una, quello delle promozioni e della loyalty non è ancora stato incluso nello studio e auspichiamo che venga considerato in futuro.

Nel corso dell’evento è intervenuto Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, che ha illustrato il ruolo della comunicazione per il rilancio dell’economia italiana sottolineando quanto la produzione sia ormai un dato di fatto, mentre attraverso leve intangibili quali comunicazione, cultura e formazione le aziende italiane possano trasformare progetti d’impresa in casi di successo.

Vttorio Meloni, direttore generale di Upa, nel suo speech “Tra crisi e volatilità. Come si trasforma la comunicazione di marca” è poi partito da un’analisi dei dati economici italiani per suggerire che per istituire un nuovo circolo virtuoso e far fronte al clima di sfiducia delle aziende del paese sia essenziale ritarare gli investimenti ma non arrestarsi.

Sul contesto di un quadro italiano in divenire è intervenuto poi Alberto Dal Sasso, managing director di Adintel, andando ad analizzare il forte contributo dell’industria pubblicitaria sulla creazione del valore.

E sui temi di creatività e strategia hanno concluso l’incontro Marianna Ghirlanda, presidente Centro Studi di Una e Guido Surci, chief sports & intelligence officer di Havas Media Group ed ex presidente del Centro Studi di Una, che hanno portato sul palco il punto di vista delle agenzie pubblicitarie e delle agenzie media.

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