La monografia che Mario Magagnino – docente dell’Università di Verona e presidente onorario dell’Osservatorio monografie d’impresa – ha dedicato a Ercole Marelli consente di fare alcune riflessioni. La prima riguarda proprio il libro cartaceo e la sua tangibile presenza. Edito da Cierre Edizioni e con la progettazione grafica di Serena di Fidio, Banana Studio, il volume è documentassimo e consente di conoscere la figura di Ercole Marelli, pioniere dell’industria italiana.
Al di là della sontuosità della carta, dell’accuratezza della stampa e della rilegatura tradizionale quel che sorprende è l’accesso al mondo digitale grazie all’inserimento di alcuni qr code che consentono di espandere i contenuti, in una sorta di inedito sistema a matrioske che porta il libro nella dimensione digitale e ne amplia la fruizione.
La seconda considerazione riguarda proprio il ruolo che la monografia d’impresa ha nelle relazioni con i molti e diversi pubblici dell’impresa. Strumento rigoroso per comunicare contenuti, ma oggi anche strumento flessibile e soprattutto accessibile grazie alla convergenza fra fisico e digitale (oltre a qr code, si può ricorrere alla realtà aumentata a rimandi a siti web).
La terza riflessione riguarda il mondo delle promozioni, la monografia come premio per riconnettere il consumatore alla marca, al suo mondo di valori e significati. Si parla spesso di reward esperienziali per rinsaldare il legame con la marca, quindi cosa meglio di una monografia impostata fra fisico e digitale per questa missione?

