L’evoluzione delle strategie di fidelizzazione continua a muoversi a ritmi serrati, spinta dall’innovazione tecnologica e dalle nuove abitudini di consumo. In questo contesto, le periodiche rilevazioni internazionali – come quelle recentemente emerse dagli International Loyalty Awards (Ila) di Atlanta – rappresentano un’importante opportunità di osservazione per mappare i programmi d’eccellenza sviluppati all’estero e dedurne preziosi scenari di mercato. L’analisi di questi modelli permette infatti di comprendere i nuovi benchmark globali dell’industry e le logiche di ingaggio che stanno guidando la redditività di brand, agenzie di consulenza e vendor tecnologici di ogni latitudine.
Da programma loyalty a piattaforma di business e intelligence operativa
Il vero comune denominatore che unisce le case history di maggior successo di questi mesi, che presentiamo in questo articolo, risiede nella trasformazione dei programmi in vere e proprie piattaforme di business e di intelligence operativa, capaci di ribaltare il concetto tradizionale di centro di costo. Superata ormai da anni la discussione accademica sul passaggio da loyalty transazionale a relazionale, lo stato dell’arte attuale mostra come i brand non progettino più schemi di fidelizzazione autoreferenziali, volti solo a stimolare il riacquisto del proprio prodotto. Al contrario, la loyalty viene utilizzata come una leva macroeconomica che cessa di essere una voce di spesa del marketing e si trasforma in un asset d’impresa attraverso tre dinamiche e layer strategici precisi:
- la monetizzazione della reach (loyalty as a media), dove il brand non finanzia più interamente i vantaggi per i clienti, ma trasforma gli iscritti in un pubblico profilato per partner terzi, i quali cofinanziano l’accesso alla customer base;
- la ripartizione dei costi tramite ecosistemi intersettoriali, dove l’investimento finanziario richiesto per sostenere il programma e finanziare i premi non grava sul bilancio di un singolo brand, ma viene condiviso e diluito tra attori di settori industriali differenti (come banche, retail e immobiliare commerciale). Ognuno di essi cofinanzia l’infrastruttura perché ne ricava un valore complementare;
- l’abbattimento dei costi di compliance, digitalizzazione o efficienza di filiera: dove la loyalty diventa lo strumento operativo per azzerare il digital divide distributivo o per indirizzare le reti di intermediari commerciali verso target normativi europei (esg) o prodotti a maggior margine, assorbendo i costi fissi attraverso l’efficienza industriale.
Three+, la prossimità territoriale come leva per abbattere il churn delle telco
Nel settore delle telecomunicazioni, caratterizzato da un’altissima volatilità e da una costante guerra dei prezzi, l’operatore britannico Three (parte del gruppo globale Ck Hutchison) ha ridefinito le regole d’ingaggio con l’app Three+.
Il programma rappresenta il perfetto punto di contatto tra il secondo e il terzo pilastro della nostra analisi: un modello che non deprime i margini aziendali regalando traffico dati o sconti in fattura, ma che si autofinanzia attraverso una fitta rete di alleanze intersettoriali fortemente ancorate al territorio e alla quotidianità dei clienti. Il vero cambio di paradigma risiede nella trasformazione della telco da semplice fornitore di connettività a piattaforma abilitante di esperienze di prossimità. Questo progetto ha scardinato la logica dei programmi telco tradizionali, storicamente basati su sconti asettici in fattura o premi spot una tantum.
Three+ ha spostato l’asse sulla fidelizzazione emotiva e comportamentale, integrando il brand nei piccoli rituali di consumo dei clienti. Il pilastro centrale è il “network del caffè a una sterlina” (“The £1 local coffee network”): un’iniziativa always-on che permette agli utenti di ritirare ogni settimana una bevanda calda artigianale a prezzo fisso ridotto. La forza strategica risiede nell’ibridazione del circuito, che unisce grandi catene nazionali come Caffè Nero, Paul e Wenzel’s a migliaia di bar e caffetterie indipendenti locali, sostenendo concretamente il commercio di quartiere. Accanto al caffè, il programma offre la sezione “Three+ eats”, con sconti ricorrenti in oltre 3.500 ristoranti partner come Papa John’s, Frankie & Benny’s, Las Iguanas e Zizzi, oltre ad accessi prioritari per i biglietti dei grandi concerti nelle arene sponsorizzate e ingressi al cinema a 3 sterline nel weekend con Cineworld.
Questo approccio orientato alle abitudini spinge l’utente ad aprire spontaneamente l’app più volte a settimana. Un legame costante che riduce sensibilmente il tasso di abbandono dei clienti e incrementa il valore del customer lifetime value all’interno di un mercato saturo e ultracompetitivo. Sotto il profilo economico, questo approccio ribalta la contabilità del loyalty program. Invece di rappresentare un costo promozionale per l’operatore, Three+ agisce come un potentissimo scudo contro il churn (il tasso di abbandono dei clienti), che nelle telecomunicazioni è la voce di costo più rilevante in assoluto.
Fidelizzare un utente legandolo alle sue passioni e ai suoi consumi quotidiani sul territorio ha un costo industriale infinitamente inferiore rispetto alle campagne di riconquista commerciale. Il valore percepito dal cliente viene cofinanziato dai partner del territorio, mentre Three centralizza i dati di utilizzo per mappare gli stili di vita della propria customer base, trasformando la loyalty in un asset di intelligence e di stabilità finanziaria.
Avion Rewards: Il gigante finanziario che abbatte i confini bancari
Sul fronte dell’engagement finanziario, un caso di studio di rilevanza globale è Avion Rewards di Royal Bank of Canada, capace di imporsi rispetto ai tradizionali modelli americani e mediorientali. Nato oltre vent’anni fa come un classico e circoscritto programma legato alle carte di credito premium per i soli correntisti, Avion Rewards ha attuato una svolta strategica rivoluzionaria: l’apertura totale – Open to all. Rbc ha abbattuto i vecchi confini bancari consentendo a qualsiasi cittadino di iscriversi e accumulare vantaggi, indipendentemente da dove abbia il conto corrente o la carta di credito, espandendo l’ecosistema fino a raggiungere oltre 14 milioni di membri attivi.
Il motore commerciale dell’architettura è Avion Rewards ShopPlus, un assistente di shopping digitale sotto forma di estensione browser e in app che si inserisce fluidamente nel percorso di acquisto online dell’utente su oltre 2.000 brand partner. Il software riconosce la navigazione, applica coupon in tempo reale e genera cashback immediati senza costringere il cliente a passare preventivamente dal portale della banca.
A completare l’ecosistema si inserisce l’integrazione della tecnologia predittiva di intelligenza artificiale di Hts (Hopper technology solutions) nel portale viaggi, che analizza i trend storici per consigliare il momento esatto in cui conviene prenotare un volo, mantenendo la totale flessibilità di riscatto su qualsiasi compagnia e senza restrizioni di date. Le metriche di business evidenziano un aumento del 20% degli utenti attivi mensili e un tasso di conversione di lead digitali verso prodotti finanziari tradizionali (come mutui e prestiti) superiore del 30% rispetto alla media del settore bancario, dimostrando come una banca “tradicional” possa trasformarsi in una piattaforma integrata di ecommerce e contenere l’avanzata delle neobanche.
Con i CopaCoins di Copaco la loyalty b2b sposa la sostenibilità e i criteri esg
Sul fronte delle relazioni tra imprese e i canali di distribuzione indiretti, un modello di riferimento è CopaCoins, il programma di Copaco, uno dei principali distributori di information technology (hardware, software, cloud e logistica) nei Paesi Bassi, in Belgio e in Francia. Nel mercato della distribuzione it, la competizione è spietata, i margini operativi sono minimi e i rivenditori aziendali tendono a scegliere il distributore basandosi esclusivamente sul prezzo più basso o sulla velocità di consegna. CopaCoins ha spezzato questa dinamica puramente transazionale introducendo la sostenibilità ambientale e la corporate social responsibility (csr) come vera e propria valuta di riscatto premi. Integrato direttamente nel portale di ecommerce b2b dove i partner effettuano gli ordini quotidiani, CopaCoins permette ai responsabili acquisti e ai manager delle aziende clienti di visualizzare in tempo reale quanti “Coins” genererà un ordine prima di inviarlo.
La vera innovazione risiede nel catalogo premi: oltre ai classici benefit aziendali o corsi di formazione tecnica, i punti accumulati acquistando server o licenze cloud possono essere convertiti in donazioni certificate per finanziare la piantumazione di alberi e progetti di compensazione della CO2. In questo modo, l’ufficio acquisti dell’azienda cliente contribuisce attivamente al raggiungimento dei target di sostenibilità richiesti dalle normative europee. Il programma utilizza inoltre meccanismi di gamification come “missioni” e traguardi di fatturato combinati che sbloccano moltiplicatori di punti, oltre a livelli di membership che offrono vantaggi operativi come la priorità nelle spedizioni logistiche. Spostando l’asse dal prezzo al valore etico, CopaCoins ha coinvolto più decisori all’interno delle aziende clienti, blindando la relazione commerciale a tutti i livelli gerarchici.
Alshaya Group, alleanza tripartita tra retail, finanza e immobiliare commerciale
La complessità strutturale trova la sua massima espressione nel modello di Alshaya Group, colosso del franchising in Medio Oriente che gestisce oltre 50 brand globali come Starbucks, H&M, Victoria’s Secret e Shake Shack. Al centro dell’analisi c’è l’evoluzione del programma fedeltà Aura, che conta più di 8 milioni di iscritti nel Golfo, grazie a una partnership cross-settoriale con la National Bank of Kuwait (Nbk) e il centro commerciale The Avenues. Invece di lanciare una classica carta di credito cobranded legata a una sola insegna, i tre partner hanno creato le carte Nbk-Aura Mastercard, strutturando un acceleratore di punti basato sulla geolocalizzazione e sul posizionamento d’acquisto.
I titolari della carta ottengono fino all’8% di ritorno in punti Aura sugli acquisti nei negozi a insegna Alshaya Group, ma la vera intuizione strategica risiede nel secondo livello: la carta garantisce fino al 4% di ritorno in punti Aura su qualsiasi acquisto effettuato anche presso marchi concorrenti o indipendenti, a patto che la transazione avvenga fisicamente all’interno del centro commerciale The Avenues. Sulle spese effettuate in qualsiasi altro luogo a livello globale, il ritorno si attesta all’1%. Questa triangolazione risolve contemporaneamente gli obiettivi di tre attori economici distinti, spalmando l’investimento: per la banca Nbk, la carta è diventata uno dei prodotti a più rapida crescita del portafoglio, quintuplicando il tasso di acquisizione di nuove carte di credito sul mercato locale; per il retailer Alshaya, ha generato un aumento della spesa media dei titolari di ben tre volte rispetto a un membro Aura standard; per il centro commerciale The Avenues, ha blindato il flusso di visitatori ad alta capacità di spesa all’interno delle proprie mura fisiche, creando uno scudo contro l’ecommerce puro. Il successo è confermato da un tasso di redemption rate che ha raggiunto l’80%, segno che i punti accumulati sono percepiti dai clienti come reale valore monetario quotidiano.
Ebucks Rewards, un’infrastruttura a difesa del potere d’acquisto dei consumatori
Ebucks Rewards di First National Bank (Fnb, Sudafrica), con quasi 8 milioni di utenti attivi, si distingue per aver attuato il più avanzato modello di loyalty di sostenibilità sociale su scala globale. In un contesto macroeconomico segnato da una fortissima pressione inflazionistica, il programma ha smesso di essere un semplice catalogo premi per trasformarsi in uno scudo di protezione sociale perfettamente allineato con l’Agenda 2030 e i Sustainable development goals (Sdg) dell’Onu, dimostrando come l’impatto etico possa integrarsi nelle metriche di bilancio di una banca.
L’architettura strategica si aggancia direttamente a tre macroobiettivi delle Nazioni Unite, ridefinendo il paniere dei benefit per tutelare le fasce di popolazione più vulnerabili e i beneficiari di sussidi statali:
- Sdg 1 (no poverty) & Sdg 2 (zero hunger) – La difesa dei beni di prima necessità: Fnb ha rivoluzionato il concetto di “give-back” stringendo alleanze cruciali con la rete di supermercati Pick n Pay e con le stazioni di servizio Engen. Anziché incentivare l’acquisto di beni voluttuari, il programma permette di convertire i punti accumulati (o di sbloccare sconti mirati) per l’acquisto di prodotti alimentari essenziali. L’apice di questa esecuzione sociale è la partnership che consente alle famiglie a basso reddito di acquistare una pagnotta di pane fresco a soli 99 centesimi di rand (equivalenti a cinque centesimi di euro) una cifra puramente simbolica rispetto ai prezzi di mercato, garantendo la sicurezza alimentare quotidiana e l’accesso al carburante calmierato.
- Sdg 3 (good health and well-being) – Il diritto alla salute e alla prevenzione: attraverso l’integrazione con la catena di farmacie Clicks, capillarmente diffusa nel territorio, Ebucks ha inserito la salute nel cuore della loyalty. I membri del programma possono utilizzare i punti per pagare farmaci da banco, visite di controllo, prodotti per la cura dell’infanzia e dispositivi sanitari. Questo meccanismo abbatte le barriere economiche di accesso alle cure primarie, trasformando la loyalty in un ammortizzatore sociale privato che supplisce alle carenze del welfare pubblico.
Accanto a queste misure di sussistenza, Ebucks mantiene la sua anima commerciale offrendo sconti fino all’80% sui voli commerciali, ma anche questa leva viene finanziata attraverso la gamification in app: gli utenti guadagnano i livelli più alti (e quindi gli sconti maggiori) se dimostrano una gestione sana del proprio budget mensile, se monitorano il proprio merito creditizio e se utilizzano la carta virtuale, riducendo le frodi.
Sotto il profilo economico, questo approccio ha generato un fenomeno finanziario unico: il rapporto tra punti spesi e accumulati ha superato la soglia record del 103% e il 95% dei punti generati viene speso entro il mese stesso. I consumatori non “collezionano” i punti, ma li usano istantaneamente come valuta reale entro il mese stesso per pagare le spese vive. Questo dimostra l’efficacia del social esg applicato al marketing: per la banca, il costo di finanziamento di questi sconti sociali viene ampiamente compensato dalla drastica riduzione del tasso di insolvenza dei correntisti e da una
Vaillant valorizza e ingaggia la filiera tecnica nel b2b
Spostando l’analisi sul mercato b2b e sulla gestione dei canali indiretti strutturati, il programma sviluppato da Vaillant rappresenta un modello d’avanguardia per l’intero comparto industriale. La strategia è focalizzata interamente sulla figura partner dell’installatore termoidraulico professionista, un nodo cruciale della filiera in cui il cliente finale si affida quasi completamente al consiglio e alla consulenza del tecnico. All’interno di questa architettura, gli installatori accumulano punti registrando sulla piattaforma digitale i prodotti effettivamente installati sul territorio, scalando una struttura a livelli tradizionali che si divide tra Gold e Platinum.
La vera svolta strategica e commerciale del programma risiede nel suo catalogo premi, che sceglie di non offrire oggetti fisici superflui, ma vantaggi operativi e leve di business concrete per l’attività del professionista. Il sistema prevede infatti di reindirizzare i clienti prospect e i lead più caldi e interessati, intercettati dalle campagne centrali del brand, prioritariamente e in via esclusiva ai tecnici che hanno raggiunto il livello Platinum. A completare l’ecosistema è stato inoltre introdotto il livello a invito (Green), riservato specificamente agli specialisti che operano nel segmento delle pompe di calore ad alta efficienza. Questo cluster esclusivo garantisce l’accesso a estensioni di garanzia uniche per i loro clienti e a percorsi di formazione tecnica e normativa avanzata. Spostando il baricentro dal premio materiale allo sviluppo del business del partner, il programma blinda la fedeltà della filiera tecnica agendo direttamente sulla sua crescita professionale e ammortizzando i costi accelerando lo shift industriale verso le nuove tecnologie.
Youtube Partner Perks, il programma di retention per i microcreator
A dimostrazione di come la loyalty moderna stia uscendo dai confini del retail classico, Youtube Partner Perks si configura come un programma loyalty b2b non convenzionale, focalizzato interamente sulla fidelizzazione e sulla retention dei creatori di contenuti. Il target di riferimento è composto dal cluster strategico dei microcreator, ovvero coloro che gestiscono canali con una base iscritti compresa tra 1.000 e 1 milione di utenti. L’obiettivo di business del programma è supportare i creatori nella fase più delicata e critica della loro crescita organica, strutturando uno scudo competitivo per evitare che abbandonino la piattaforma in favore di competitor agguerriti come Tiktok o Twitch. Invece di basarsi su mere transazioni economiche o incentivi monetari spot, la loyalty offre vantaggi tangibili studiati per migliorare direttamente la qualità delle produzioni video dei partner.
L’offerta comprende sconti dedicati su software di video editing professionali, corsi di formazione tecnica avanzata e risorse grafiche esclusive. I dati di scenario analizzati evidenziano l’efficacia della strategia attraverso un roi ampiamente positivo, accompagnato da un incremento misurabile dei giorni di attività e di caricamento dei creator sulla piattaforma, e da un aumento del 6% nel “brand love” complessivamente percepito. Il caso dimostra come la loyalty diventi una piattaforma di business quando si trasforma in uno strumento operativo per supportare la sostenibilità e la produttività dei propri partner commerciali.
I casi di studio globali qui analizzati dimostrano che un programma di successo è, prima di tutto, un’infrastruttura strategica capace di integrarsi nella vita quotidiana del consumatore, di generare alleanze industriali inedite e di rispondere concretamente alle urgenze sociali e ambientali del nostro tempo. Per le aziende, la sfida non si gioca più sulla generosità del give-back, ma sulla capacità di progettare ecosistemi aperti, trasparenti e guidati dai dati. Soltanto i brand disposti a mettere a nudo le proprie metriche e a investire su relazioni umane ed economiche a lungo termine sapranno resistere alla volatilità dei mercati. La loyalty non è più una voce di costo o un timbro su una tessera: è il vero motore della stabilità finanziaria e del posizionamento competitivo di un’impresa.
Giambattista Marzi
Dopo una carriera come manager in multinazionali, ha intrapreso il ruolo di consulente di alta direzione, sviluppando competenze strategiche nel marketing. Affianca con passione i giovani talenti in qualità di mentor, facilitando il loro ingresso nel mondo del lavoro. Esperto di loyalty, firma articoli su Promotion, approfondendo trend e best practice del settore.

