Era il 1963 quando Gianni Morandi sollecitava la fidanzatina a scendere in strada con la scusa di andare ad acquistare il latte. Ammettiamo che sia scesa a fare l’acquisto per giustificare l’uscita. Che alternative c’erano 62 anni fa? Latte intero e scremato di mucca, bottiglia in vetro. Dove si acquistava? In latteria, quel negozio con le pareti coperte di piastrelle bianche che vendeva anche burro, panna e formaggi e sapeva di buono. Se la ragazza della canzone fosse stata residente in una grande città avrebbe avuto l’opportunità di recarsi in uno dei primi supermercati (il 1963 fu un anno decisivo per l’espansione della gdo in Italia).
Nei piccoli centri c’erano solo latterie e cooperative. Saltiamo a oggi. Il ragazzo che sotto casa le urla di scendere è impensabile, i due chattano e riempiono tutti i social con i loro selfie. Facciamo che sia la madre a chiedere alla figliola di andare a prendere il latte (lo so neanche nelle più fantasiose telenovelas succederebbe, sto facendo solo un’ipotesi “what if”). La giovine potrebbe rispondere “cercatelo online”, ma si sa che sotto un certo importo di spesa non vengono fatte consegne. Ergo scende, le latterie non esistono più, ci sono però nelle medio-grandi città discount, supermercati, superette, mercati rionali coperti. Fosse stata un’altra referenza food meno deperibile avrebbe potuto contare anche su mercato di strada settimanale, negozietto etnico, take away, vending machine.
Mettiamo che entri in un tipico supermercato e vada al reparto dedicato. Ci dovrà passare un bel po’ di tempo se non sa cosa genitore 1 vuole esattamente, perché accanto al familiare latte vaccino c’è quello di capra, cammella, bufala. Se dal regno animale ci spostiamo a quello vegetale la scelta va dal latte di riso, avena, ceci, soia, a quello di mandorle. Latte bio, barista, latte sintetico (no, in effetti questo non è ancora commercializzato in Italia, ma esiste ed è realizzato in laboratorio). Poi ci sono le varianti rich-in proteine e vitamine, free-from l’odiato colesterolo. Naturalmente non manca il latte a lunga conservazione uht che dal 1962, anno del lancio, si è affermato lentamente. Anche la consistenza conta: liquido, liofilizzato, in pasta da spremere dal tubetto.
Confezionato in vetro, plastica pet, multistrato (lanciato nel 1965 in Italia nel mitico triangolo), da mezzo litro, un litro. Cosa scegliere? Smartphone alla mano, la ragazza chiede aiuto a Chat Gpt che consiglia di scegliere in base all’uso. Che uso ne farà l’ex angelo del focolare? Non resta che chiederlo a lei. Oddio non se lo ricorda, comunque dice alla figlia di guardare i prezzi, poi ci ripensa e le suggerisce di osservare se ci sono offerte, anzi no ci ripensa ancora. Controlla sul suo smartphone la situazione dei punti accumulati e i premi desiderati sul catalogo. Mancano 12 punti al servizio da prima colazione, così dice alla ragazza di lasciar perdere il latte e di racimolare altri prodotti, tanto il latte a colazione in casa nessuno lo beve più. Al mattino vanno tutti al bar. Si sa, i consumi non sono più quelli di una volta.

