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Manga e serie televisive tra le tendenze protagoniste a Milano Licensing Day

Nel business del licensing il monitoraggio deve essere costante e orientato alla comprensione di quali saranno i prossimi nuovi personaggi tra i numerosi in offerta.

Il mercato del licensing, come sa chi lo frequenta, non è misurabile con precisione. Oltre al fatto che i rapporti contrattuali tra licenziante e licenziatario sono confidenziali per natura, il business del licensing investe categorie, sottocategorie, prodotti e segmenti differenti, ciascuno con le proprie peculiarità industriali e distributive, difficilmente tracciabili in fattori quantitativamente significativi.
Occorre quindi affidarsi ad analisi empiriche su ciò che è appena stato e su ciò che succede, per tentare di tracciare gli scenari di ciò che sarà. E in questo senso è utile soffermarsi sulle tendenze che abbiamo registrato a Milano Licensing Day il 10 settembre scorso, da qualche edizione divenuto un punto di riferimento del mercato italiano. Prendiamo allora spunto dai “segnali deboli”, ma rivelatori, come per esempio alcune costanti registrate tra le novità proposte. Si è notata innanzitutto una presenza molto massiccia di personaggi manga/anime, che dai classici Dragonball e Captain Tsubasa (da noi più conosciuto come Holly e Benji) si allargano, arrivando a proposte come Astroboy e L’incantevole Creamy. Un altro settore di cui si consiglia il monitoraggio costante è quello delle serie televisive destinate al target giovani adulti. Il potere di Netflix come produttore/distributore e la crescente diffusione di piattaforme on demand si fa notare anche sul mercato del licensing, con serie come Stranger Things, La casa di carta o Il Trono di Spade. Se queste serie già da qualche stagione sono utilizzate da licenziatari globali, può essere utile tenere sott’occhio le altre, come Downton Abbey, e il ritorno su prodotti d’abbigliamento di serie degli anni ’90 come Friends e Beverly Hills 90210.
Questa nuova influenza sulla fruizione di entertainment si registra anche in relazione a contenuti già diffusi: le famose fatine di Rainbow evolvono in The Winx Saga, serie live action prodotta da Netflix, mentre ha fatto un certo scalpore la presenza all’evento di Fairy Oak, saga da 4 milioni di copie vendute in dieci anni, in fase di ricerca di produttori in occasione del rilancio editoriale previsto per l’anno venturo. Altro contenitore da tenere presente è il web, soprattutto Youtube. Oltre a fenomeni come Baby Shark, Milano Licesing Day ospitava Web Stars Channel, reduce dai successi planetari dei prodotti Me Contro Te, e con una nuova strategia di attacco per LaSabri e per i Mates. Inoltre è stata lanciata la nuova scommessa web di Mondo TV, un format Youtube che raccoglie numerosi talent da milioni di click già utilizzati da Fabbri Editore, tutti sotto lo stesso brand: House of Talent. Queste proposte sono dirette al target 8/12 anni, lo stesso che non più di una decina di anni fa si nutriva esclusivamente di cartoni animati in tv. Ma attenzione: l’animazione televisiva non è affatto defunta, si rivolge solo a un target di età sempre più basso. Qui il monitoraggio deve essere costante e orientato alla comprensione di quali saranno i prossimi nuovi personaggi tra i numerosi in offerta: la partita si fa più dura e occorre un controllo ravvicinato.

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