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Packaging secondario, ecosostenibile è meglio

I saponi Pangea sono confezionati in scatole di cartone stampato riciclato e biodegradabile che contiene semi di amaranto: immerso nell’acqua, l’involucro di cartone può essere piantato nella terra e generare delle piantine

A dispetto del nome, l’imballaggio secondario riveste un ruolo di primaria importanza per comunicare messaggi-chiave e attrarre il consumatore, e ciò vale soprattutto nell’acquisto di prodotti beauty (cosmetica e cura della persona), dove l’immagine ha un peso preponderante. Secondo Laura Barreiro, sustainability and stakeholders engagement di Asia Pulp & Paper Group Europe (https://www.asiapulppaper.com/it), nei prodotti beauty sono sempre più apprezzati e richiesti i packaging secondari con ridotto impatto ambientale.

Per essere ecosostenibili gli imballaggi devono essere realizzati in materiali naturali (ad esempio materie plastiche a base vegetale) o in materiali che possano essere facilmente riciclati, e stampati mediante inchiostri a base vegetale; inoltre, le materie prime devono rispettare una serie di norme che riguardano l’approvvigionamento, la verifica e la trasparenza della fornitura, mentre il design deve prevedere il riutilizzo, il riciclo o il compostaggio del packaging.

Se rendere più sostenibili gli imballaggi secondari può risultare una sfida, specialmente per i luxury brand, è certamente una strategia premiante da perseguire: “Le stime di Smithers Pira – dice Laura Barreiro – prevedono una crescita di circa il 5% nel segmento del packaging di lusso generata principalmente dalla spinta alla personalizzazione del packaging e dall’attenzione alla sostenibilità”.

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