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Parchi divertimento,
è rischio di default

iuseppe Ira, presidente dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani (Ppi) e del parco a tema Leolandia

Il comparto dei parchi permanenti, che comprende parchi a tema, faunistici e acquatici, nel 2019 ha generato ricavi pari a 420 milioni di euro per un totale di 20 milioni di visitatori provenienti dall’Italia, 1,5 milioni di arrivi dall’estero e 1,1 milioni di pernottamenti in hotel.

Non solo. I parchi, specialmente nelle campagne loyalty, costituivano uno dei premi più utilizzati da brand, aziende e insegne della grande distribuzione per ingaggiare il target family. Oggi, a causa dell’emergenza sanitaria, il settore rischia il default.

“L’operatività dei parchi – ha dichiarato Giuseppe Ira, presidente dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani (Ppi) e del parco a tema Leolandia (Bg) – è bloccata e per molte realtà il rischio default è sempre più concreto. Non ci sono entrate, ma ci sono costi continui legati a tante attività che non possono essere sospese come le manutenzioni, la messa in sicurezza degli impianti e il controllo dei sistemi di irrigazione. Per i parchi faunistici, a cominciare dagli acquari, è inoltre fondamentale accudire e mantenere in vita gli animali. A ciò va aggiunto che, spinti dal trend di crescita degli ultimi anni, molti parchi hanno sostenuto investimenti importanti per il potenziamento dell’offerta 2020 e adesso, anziché rientrare dei costi, dovranno investire ulteriormente per incrementare le misure a tutela della sicurezza sanitaria degli ospiti e per rilanciare il comparto attraverso campagne di comunicazione molto forti. Nell’immediato servono finanziamenti a tassi agevolati e un concreto sostegno dello Stato, attraverso un accordo specifico tra Abi e Ministero dell’Economia e delle Finanze”.

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