Conad-Netflix, la miniserie fa vivere la short in famiglia

“Casa Conad” è un nuovo progetto di comunicazione, una miniserie web in quattro episodi, ideata per accompagnare e valorizzare la collaborazione tra Conad e Netflix nell’ambito della short collection Stranger Things, cuore del programma loyalty disponibile nei punti di vendita aderenti fino al 27 gennaio 2026. Non una campagna pubblicitaria tradizionale, ma un vero e proprio storytelling che con tono brillante e attuale mette al centro le persone e in particolare il valore del tempo condiviso in famiglia. In un’epoca in cui gli schermi individuali dominano ogni momento della giornata, la serie celebra il ritorno a uno spazio comune: il salotto di casa, dove la famiglia si riunisce davanti alla tv per guardare qualcosa insieme, riscoprendo il piacere della connessione reale, della condivisione e della socialità. Una condivisione in cui la cosa più importante non è ciò che si guarda, ma con chi lo si guarda. Ne parliamo con Filippo Santiccioli, responsabile customer marketing e digitale di Pac 2000A.

L’ambientazione familiare è una classica situation delle più fortunate serie televisive, a cosa vi siete ispirati?
Il concept narrativo si fonda su due elementi principali: la disconnessione, intesa come distanza generata dalla tecnologia, utilizzata per evidenziare il valore della riconnessione umana all’interno dell’ambiente domestico; la soggetti va della televisione, mai mostrata ma sempre presente, concepita come nuovo punto focale della casa e osservatore silenzioso delle interazioni familiari.

Per un retailer, quali vantaggi offre il branded entertainment rispetto alla pubblicità tradizionale nel raccontare i valori del brand e favorire engagement, notorietà e fidelizzazione?
Attraverso uno storytelling originale e divertente, abbiamo provato a creare una connessione empatica con i clienti, raccontando i prodotti della collection in modo naturale e coinvolgente e nello stesso tempo veicolando i valori del nostro brand. L’associazione di Conad a emozioni positive (risate, connessione, focolare domestico) rafforza l’immagine dell’insegna come pilastro della vita familiare, coerentemente con il suo posizionamento storico di vicinanza alle persone. La serialità del prodotto lavora sull’intrattenimento e sul coinvolgimento volontario degli utenti, contribuendo ad aumentare la notorietà e la fidelizzazione. Con “Casa Conad”, Pac 2000A Conad sceglie dunque di sostenere e valorizzare la collaborazione tra Conad e Netflix attraverso un progetto originale, capace di unire intrattenimento, racconto di marca, vicinanza reale alle famiglie italiane e promozione di prodotto, trasformando la comunicazione in un’esperienza da vivere e condividere.

Con questo progetto Pac 2000A Conad sceglie un approccio narrativo più che promozionale. Quali obiettivi vi siete dati e che impatto prevedete sul programma loyalty?
Oggi un brand deve saper entrare nelle case delle persone con rispetto, autenticità e intelligenza emotiva. Questa volta abbiamo deciso di mettere al centro il prodotto ma in maniera differente, attraverso la rappresentazione delle relazioni, del tempo condiviso e dei piccoli riti familiari. Il linguaggio dei social e dello storytelling è quello che ci permette di raggiungere un pubblico più ampio, dinamico e intergenerazionale, parlando la lingua del presente. È una scelta che guarda al futuro, in piena sintonia con l’evoluzione dei consumi e della comunicazione, a supporto delle vendite e della prenotazione dei prodotti della Collection Stranger Things – Netflix.

Qual è il collegamento tra Casa Conad e la collection “Conad x Stranger Things”?
Il legame si fonda sul concetto di “marketing dell’esperienza”: non promuovi l’oggetto, ma il rituale. La miniserie mostra il prodotto nel suo “habitat naturale”. L’utente non vede un leaflet promozionale, ma come gli oggetti della collection migliorano l’esperienza di guardare la propria serie preferita sul divano di casa. Le dinamiche familiari creano empatia. Associando Conad a momenti di calore e unione, il prodotto smette di essere un bene materiale e diventa un simbolo di “tempo di qualità”.

Cosa vi aspettate dalla combinazione tra Casa Conad e la short collection “Conad x Stranger Things”? Ritenete per esempio che Casa Conad concorrerà a far conoscere la collection fuori dai confini dei punti di vendita?
Per la prima volta il collezionamento “Conad x Stranger Things” ci ha offerto la possibilità di creare un’esposizione e un’ambientazione di impatto all’interno dei punti di vendita, permettendo ai clienti di immergersi nel “Sottosopra” (la dimensione alternativa esistente in parallelo al mondo umano, della serie Netflix, ndr). Questa condizione ci ha stimolato a fare un passo ulteriore con la realizzazione di una miniserie web che ha portato la collezione nell’ambiente reale del cliente. Il prodotto entra in azione: il calore del plaid, la comodità del cuscino, la praticità della lampada da tavolo o la scoppiettante allegria della macchina da popcorn. I contenuti narrativi utilizzati ci permettono di raggiungere tassi di engagement superiori alla pubblicazione di un catalogo di foto e di conseguenza di raggiungere un target più ampio, che va oltre i confini del negozio.

In queste settimane si stanno già muovendo community e fan legati a Stranger Things, spesso molto attivi anche sul fronte del merchandising. Avete riscontrato una presenza spontanea di creator o microinfluencer che stanno parlando della campagna loyalty?
Stiamo osservando con interesse un’attivazione spontanea da parte di utenti e microinfluencer, in particolare su TikTok, che stanno utilizzando i prodotti della collection “Conad x Stranger Things” per creare contenuti originali. Si tratta di video nati in modo autentico, in cui gli oggetti della collezione vengono inseriti nella quotidianità, all’interno di set-up domestici, momenti di visione condivisa o reinterpretazioni creative dell’universo della serie. Questo tipo di partecipazione conferma la forza del progetto e la sua capacità di andare oltre il perimetro promozionale, trasformando la collection in un elemento di conversazione, soprattutto tra le community più giovani e appassionate.

Il progetto della miniserie “Casa Conad” è un progetto isolato o prevedete una continuità?
Crediamo che questa modalità di comunicazione avrà senza dubbio una continuità all’interno del mondo loyalty con investimenti crescenti nel 2026. Non escludiamo di utilizzare questo format anche per altri settori della comunicazione.

Andrea Demodena

Dopo la frequenza di Economia e commercio in Cattolica, si iscrive a Lettere Moderne, presso l’Università Statale di Milano, laureandosi a pieni voti con una tesi in storia dell’arte contemporanea. Come giornalista ha collaborato con Juliet, Art Show, Tecniche Nuove, Condé Nast, Il Secolo XIX, Il Sole 24Ore. Dal 2000 si occupa di marketing e promozioni. Dal 2014 è direttore di Promotion.