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Al via le regole per l’uso trasparente ed etico dell’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale nasce con lo scopo di potenziare quella umana, ma non può sostituirsi in modo indiscriminato e anonimo, imitandola al punto tale da non differenziarsi da essa e sovrapporsi alle scelte delle persone.

La primavera del 2019 verrà ricordata come la stagione nella quale sono state definite dall’Unione Europea le linee guida per l’uso dell’intelligenza artificiale da parte delle imprese e delle istituzioni. È un tassello importante che aiuterà a definire le norme giuridiche che presto arriveranno per disciplinare questa importante materia.

Le linee guida, introdotte dopo un lavoro durato oltre un anno e condotto da una commissione di esperti nominata dalla Commissione Europea, si basano sul principio fondamentale per cui le applicazioni dell’intelligenza artificiale devono rispettare i diritti fondamentali, incluso quello alla protezione dei dati. Sviluppatori, produttori e fornitori di servizi devono valutare preventivamente i possibili rischi, adottando un approccio di tipo precauzionale. Si sottolinea, innanzi tutto, che ogni progetto basato sull’intelligenza artificiale dovrebbe rispettare la dignità umana e le libertà fondamentali, nonché i principi base di liceità, correttezza, specificazione della finalità, proporzionalità del trattamento, protezione dei dati fin dalla progettazione (privacy by design) e protezione per impostazione predefinita (privacy by default), responsabilità e dimostrazione della conformità (accountability), trasparenza, sicurezza dei dati e gestione dei rischi.

Tra i punti cardine del documento si segnala la necessità di adottare un approccio fondato sulla preventiva valutazione dell’impatto che sistemi, software e dispositivi basati sull’intelligenza artificiale possono avere su diritti fondamentali, nonché sulla minimizzazione dei relativi rischi per le persone evitando, tra l’altro, potenziali pregiudizi e altri effetti discriminatori, come quelli basati sulla differenza di genere o sulle minoranze etniche. I principi essenziali intorno ai quali ruotano le linee guida dell’Unione Europea sono sette: ci deve essere sempre un controllo umano; gli algoritmi devono essere affidabili, sicuri e resistenti di fronte alle incoerenze; i cittadini devono essere sempre informati sull’uso dei loro dati personali, oltre ad averne il pieno controllo; deve essere garantita la tracciabilità dei sistemi di ia; dev’essere garantita la diversità e la non discriminazione; l’ia deve lavorare a favore del benessere sociale e ambientale e, infine, deve essere attribuibile una responsabilità a chi gestisce questi sistemi. In sintesi una persona deve sempre sapere quando si trova di fronte a una macchina e non a un essere umano. I sistemi di ia devono essere riconoscibili. L’intelligenza artificiale deve quindi potenziare quella umana, ma non imitarla al punto da non differenziarsi da essa e sovrapporsi alle scelte delle persone.

Tutto questo avrà implicazioni rilevanti nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale alle azioni di marketing che spesso tendono a sostituire le decisioni umane con quelle automatizzate senza darne notizia adeguata ai consumatori. Già oggi fare così non è lecito, oltre che non essere, come spiegano le linee guida, etico e corretto.

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