LoyaltyOpinione: Mettersi in giocoProcessi industriali agevolati da schemi e risorse del gioco

Lara Oliveti13/07/2021
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La gamification, come modo di progettare esperienze che migliorano quantità e qualità delle interazioni in un ambito specifico, rappresenta da tempo un alleato strategico per disegnare un reticolo di momenti decisivi e touchpoint capace di accrescere il rapporto tra utente e prodotto/servizio in ottica relazionale. Tuttavia, in ambito industriale non è ancora uno strumento diffuso: un fatto sorprendente, visto che molti processi industriali hanno output fisici, misurabili e trasferibili ai sistemi di business intelligence come l’Erp (Enterprise resource planning) o il Pps (Pianificazione della produzione del sistema).

Inoltre il game design consentirebbe di definire un layout nel quale studiare la soluzione produttiva più idonea a ridurre gli sprechi, a mantenere elevata l’attenzione sulla sicurezza o a sviluppare capacità specifiche: sono infatti le leve di medio-lungo termine ad agire sui livelli di concentrazione, impegno e coinvolgimento. Un esempio di applicazione in questo senso – secondo quanto riportato dal Washington Post – è praticato da Amazon che ha iniziato a collaudare dal 2019 il programma Fc Games per poi estenderlo nelle sue sedi presenti in almeno 20 stati americani: si tratta di una piattaforma di gioco che interviene sul lavoro di magazzino per incoraggiare i dipendenti a migliorare la propria efficienza, creando una competizione basata su premi digitali. L’azienda è impegnata da anni nel processo di automazione di molti elementi del lavoro di magazzino utilizzando la robotica, con l’obiettivo finale eliminare i lavori più ripetitivi e pericolosi. Ma nel frattempo c’è l’esigenza di ridurre la noia e la percezione di ripetitività di una mansione, con una crescente attenzione alle metriche che misurano le prestazioni lavorative.

La gamification può contribuire a definire traguardi, misurare le performance e accrescere la motivazione

La piattaforma Fc Games ha questa finalità e include sei minigiochi in stile arcade, accessibili solo completando determinate attività in magazzino: Missionracer, uno dei minigiochi, è una sfida di guida che può essere giocata quando un addetto al ritiro ordina i prodotti nelle scatole appropriate, un altro è Tamazilla, basato sul popolare prodotto digitale Bandai Tamagotchi. Alcuni dei minigiochi sono corredati da classifiche che raccolgono i punteggi dei dipendenti dei diversi magazzini in tutto il paese. Il programma è facoltativo: i giochi possono essere attivati o meno a seconda delle loro preferenze e gli utenti possono anche giocare in modo anonimo. Secondo quanto riportato dall’articolo del Washington Post, i dipendenti possono richiedere come premi sia i cosiddetti swag bucks, una valuta proprietaria di Amazon che può essere scambiata con prodotti aziendali, sia ricompense digitali, come pet virtuali di ogni tipologia (inclusi pinguini e dinosauri).

Se qualcuno teme che sia un passo verso un sistema di controllo progettato per monitorare i dipendenti e incoraggiarli a lavorare più velocemente possibile, d’altro canto è indubbio che quello industriale è uno spazio molto competitivo in cui è vitale ottimizzare i processi, evitare i tempi di inattività, gestire in modo proattivo i guasti, e mantenere elevati gli standard produttivi e la sicurezza: la gamification, adeguatamente impiegata, può aiutare a definire chiaramente i traguardi, misurare le performance in tempo reale e veicolare motivazione e riconoscimento in ogni fase del processo in base ai risultati raggiunti.

Lara Oliveti

Cofondatrice e ceo di Melazeta, da oltre vent'anni si dedica a progetti d'innovazione digitale per la comunicazione e la formazione.