La crisi dello Stretto di Hormuz non è più un’incertezza ma una realtà che dura oltre le attese. Il traffico marittimo resta ridotto, le tensioni continuano e il mercato energetico reagisce a ogni nuova escalation. Per le aziende italiane non si tratta più di prepararsi a un’emergenza futura, ma di gestire un’instabilità che incide su costi, consumi e reputazione. L’aumento e la volatilità dei prezzi dell’energia si trasferiscono sulla produzione, sulla logistica e sui listini....

