Il proliferare di testate, sotto l’egida di aziende di marca e della distribuzione, sembrerebbe indicare un euforico stato di salute dell’editoria e una propensione alla lettura che coinvolge folle immense. Praticamente non c’è azienda che non si sia confezionata una newsletter digitale, una rivistina in carta rigorosamente riciclata, un bimestrale patinatissimo, un notiziario a periodicità mobile (ovvero esce quando può), un fiume di stories messe online sulle piattaforme social. La moltiplicazione degli editori di per...
